Le contorsioni di Repubblica: Meloni sta con l’Ucraina contro Putin, ma sotto sotto…

25 Lug 2022 14:51 - di Francesco Severini
Repubblica

Repubblica non si concede tregua nella lotta a suon di titoli contro la triade “nera” che nei sondaggi è in vantaggio sulla carovana di Enrico Letta. Il compito che si è assegnato è noto: fornire argomenti dialettici a una classe dirigente di sinistra assai scalcagnata contro gli avversari. Il tema del fascismo è sempre lì, presente e ingombrante. Ma intanto, prima della fase demonizzante, vanno bene articoli della fase che chiameremo di demolizione. Demolizione della credibilità e dell’autorevolezza. 

Su Repubblica l’editoriale di Ezio Mauro su Putin e la destra

Su Repubblica si spende Ezio Mauro, in un editoriale che è un monito all’Occidente: attenzione – è il succo del discorso – che Mosca guarda con attenzione alla crisi italiana perché, caduto Draghi, potrebbero vincere o forze amiche di Putin, come la Lega o forze neutraliste sul conflitto in corso come Forza Italia.

Poi, siccome è difficile etichettare Meloni come una filoputiniana, Ezio Mauro conclude così la sua articolessa: “Fuori campo, attende Giorgia Meloni, che sulla guerra ha fatto una scelta netta a sostegno dell’Ucraina, con un giudizio preciso su colpe e responsabilità che i suoi alleati non riescono a pronunciare, forse per ragioni inconfessabili, come il patto sussurrato al Metropol dagli uomini di Salvini con i russi per scambiare tangenti petrolifere con pezzi di politica estera italiana. Ma divisi dalla guerra, Meloni e Putin potrebbero facilmente ritrovarsi alleati nell’interpretazione autoritaria della democrazia, nel modello ultraconservatore e nazionalista di potere, nell’insofferenza per i vincoli dello Stato di diritto, già manifestata pervicacemente da Orbán. La crepa è solo l’inizio, l’Italia torna sotto osservazione“.

Repubblica non si accorge mai delle contraddizioni a sinistra

Insomma lei – concede l’ex direttore di Repubblica – non è certo alleata di Putin ma… potrebbe diventarlo. Siamo all’assurdo, eppure accade. Stupisce non poco la disattenzione di Mauro per quanto accade sulla sponda sinistra. Qui – ci informa il Corriere – al Nazareno, “hanno ideato per l’alleanza uno schema «a quattro punte»: a Fratoianni di Sinistra italiana è stato proposto di riunire ogni possibile formazione a sinistra; a Tabacci del Centro Democratico è stata assegnata la delega per raccogliere naufraghi grillini e del centrodestra; ai Socialisti è stato suggerito di unirsi ai Verdi o convergere con Fratoianni. Mentre il Pd farà il regista e con la scritta «democratici e progressisti» posta sotto il simbolo, progetta di accogliere il gruppo di Speranza”.

Fratoianni alleato di Letta non preoccupa l’Occidente?

Fratoianni, proprio lui. Quello che si è opposto all’invio di armi a Kiev, che ha sempre avuto posizioni non neutraliste ma pacifiste tout court e che è critico verso la Nato. E’ molto probabile che con Fratoianni andranno a braccetto personaggi non certo ferocemente avversari di Putin, eppure… Eppure l’alleanza di Letta con Fratoianni non dovrebbe allarmare l’Occidente. Su questo fronte le crepe – come le chiama Mauro – curiosamente si ricoprono di margherite. Sono le contorsioni ideologiche di Ezio Mauro. E siamo solo all’inizio…

 

 

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