Il sollievo di Feltri: “Ci siamo liberati di un Conte buono a nulla ma non ancora di Di Maio…”

21 Lug 2022 10:48 - di Marta Lima

Non usa mezzi termini, oggi, su Libero, Vittorio Feltri, nel giorno della caduta del governo Draghi per mano dei grillini e del centrodestra. Il giornalista milanese si concentra in particolare su chi ha originato la crisi, senza trarne alcun vantaggio, segando un premier di cui Feotri ha sempre dichiarato di avere stima, ovvero su Giuseppe Conte, a cui darebbe il premio di “cog…” dell’anno. E lo spiega con argomenti che vanno dall’ingenuità alla sete di potere.

Feltri contro Conte il “buono a nulla”

“Uscire dal governo adesso che si prepara una campagna elettorale sanguinosa dando la colpa ai grillini, ovvero accusandoli di disfattismo, e passando all’opposizione dove Giorgia Meloni continua a mietere consenso, è per Forza Italia, ma soprattutto perla Lega, formidabile opportunità. Se va bene, si va al voto anticipato; se va bene lo stesso, si prendono le distanze da un esecutivo a cui spettano ora pesanti oneri e che, nonostante le letterine di sostegno a Mario Draghi da parte delle corporazioni, è destinato a piacere sempre meno agli abitanti della penisola…”, attacca Feltri nel suo editoriale di oggi su Libero.

Le strategie masochiste dell’avvocato

Feltri non comprende la strategia dell’avvocato Conte, che definisce “buono a nulla ma capace di tutto”. “Cosa sperava di ricavare Conte non votando la fiducia ad un governo di cui pure fa parte? Si illudeva forse che ne avrebbe ricavato potere, prestigio, autorevolezza, gratitudine, appoggio? Ha fatto il passo più lungo della gamba. Ed ora eccoci qui, alle prese con una crisi folle, assurda, bizzarra, senza senso, senza scopo, in quella che forse è la settimana più calda e infuocata dell’estate 2022, settimana che ricorderemo anche per il picco dei contagi e non solo per il picco di insofferenza da parte degli italiani i quali, come noi addetti ai lavori, non hanno compreso un fico secco di quello che sta accadendo e soprattutto del perché Giuseppe abbia adottato tale condotta irrazionale. Conte, il quale si è infilato in un vicolo cieco dal cui non può più essere estratto, è il classico buono a nulla capace di tutto….”.

Di Maio e il partito tutto suo…

Parole dure anche nei confronti di Di Maio: “Conte ha fornito a Matteo Salvini il pretesto per sfilarsi elegantemente dal governo; a Luigi Di Maio, terrorizzato dal vincolo del doppio mandato che ne avrebbe determinato la non candidabilità alle prossime elezioni, il pretesto per sfilarsi dal M5s, fondando un partito tutto suo; agli italiani la possibilità di liberarsi del M5s, che dall’inizio della legislatura, in tempi record, ha calpestato, uno ad uno, ogni suo valore originario e ribaltato ogni posizione precedentemente sostenuta. Credevamo che il Movimento fosse stato fondato da un comico, poi abbiamo scoperto che è composto da individui privi di serietà…”.

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