“Vergogna”, “Traditori”. “Ora i nazisti”. Le urne (e Meloni) fanno impazzire la stampa di sinistra

21 Lug 2022 8:12 - di Lucio Meo

Leggere i giornali “draghiani” o vicini al Pd e al centrosinistra, questa mattina, è davvero lo specchio dei tempi, della fuffa mediatica che ha accompagna la narrazione dell’era draghiana finita ieri e l’incubo della destra al governo, forse, da domani…

I titoli dei grandi giornali, da sempre orientati su posizioni favorevoli ai “tecnici”, ai “salvatori della Patria”, al non voto, alla regìa del Pd sul governo del Paese, oggi superano la vecchia tradizione dei giornali di partito. Il capolavoro è della Stampa di Massimo Giannini, molto, molto meno moderata e contegnosa del Manifesto di era Pci.

I giornali draghiani di sinistra e la “vergogna” per le urne…

Quel titolo, “Vergogna”, che annuncia paginate sulla caduta del governo Draghi, considera ignominoso il comportamento di chi non ha dato fiducia al governo Draghi, con tanto di pagelle ai leader politici, nelle quali, ovviamente, i bocciati sono tutti quelli che hanno scelto la strada delle elezioni. In campo viene schierata anche Lucia Annunziata, pennetta rossa, che usa un titolo sobrio, “vigliacchi”, per bollare i grillini e il centrodestra. “I coccodrilli hanno asciugato rapidamente le loro lacrime, e festeggiavano ieri pomeriggio, la pancia piena dei resti di una legislatura. Una soddisfazione almeno tocca a chi guarda, orripilato, tanta allegria: il velo è caduto, la maggioranza più larga della storia recente, si è rivelata per quello che era – una malmostosa, rabbiosa, silente comunità politica che lodava in pubblico il suo premier e complottava in privato di mangiarselo. Nemmeno essere Draghi è stato sufficiente…”, attacca la Annunziata.

Su Repubblica si scatena anche il direttore Maurizio Molinari, dietro il titolo sull’Italia “tradita“, che dà al centrodestra la patente di “irresponsabili” (video).

“La decisione di Movimento Cinquestelle, Lega e Forza Italia di far mancare in Aula al Senato i voti al premier Mario Draghi rende il nostro Paese più debole e vulnerabile. Porre fine al suo governo è una scelta politica miope che nuoce all’interesse nazionale e ci precipita in una tempesta perfetta. Evidenziando come la sfida contro il populismo non è ancora vinta. Far cadere Draghi nuoce all’interesse nazionale perché sui fronti delle tre emergenze indicate dal presidente Sergio Mattarella nel febbraio del 2021 – sanitaria, economica e sociale – il governo di quasi unità nazionale ha raggiunto risultati importanti…”.

Il pericolo dei “nazisti” della destra…

Il Domani, il giornale della tessera numero 1 del Pd Carlo De Benedetti, affida al direttore Stefano Feltri la sua linea che chiede la mobilitazione contro “le destre” di “nazisti e faccendieri” (ha scritto proprio così…).

“Si prepara l’avanzata di una nuova destra che ha il volto di Giorgia Meloni, già scelta da pezzi dell’establishment come il meno peggio, ma che tra Fratelli d’Italia e Lega contiene il peggio del peggio, tra orgogliosi nazisti, faccendieri spudorati e gente con più avvisi di garanzia che voti. Terzo: nell’area del centrosinistra non basterà presentarsi come il partito della responsabilità, il “team Draghi”. Servono risposte a sfide epocali, ci aspetta un autunno di inflazione, rabbia sociale e ombre di recessione. O il mondo del centrosinistra produce proposte radicali, o la leadership del Pd sarà corresponsabile della vittoria delle destre peggiori…”.

Tanto rancore per nulla, anzi, per un voto a ottobre…

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