Governo, l’ambiguità di Forza Italia sul Draghi bis. Ronzulli: «Il voto sarebbe un piccolo disastro»

14 Lug 2022 10:52 - di Federica Parbuoni
governo forza italia

Ufficialmente non ci sono dubbi: «Dopo Mario Draghi non sosterremo alcun governo», ha spiegato su Twitter il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani, dopo la decisione del M5S di non votare la fiducia al decreto Aiuti. Dunque, se non sostengono altri governi, per gli azzurri la strada è quella del voto. Una lettura che appare confermata anche dalle notizie della «piena sintonia» tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi sulle prossime mosse da compiere. Eppure alcuni segnali fanno pensare che la posizione di Forza Italia non sia poi così solida e granitica.

La «piena sintonia» tra Salvini e Berlusconi

Ieri sera la Lega ha fatto sapere che tra il proprio segretario e il Cav c’è un comune sentire. Ora, poiché Salvini è stato molto chiaro nel dire che se il M5S non vota il decreto Aiuti si deve tornare al voto, se ne deduce, in assenza di smentite, che il leader azzurro condivida quella posizione. Del resto, il suo numero due Tajani l’ha confermata (o, almeno, così sembra). Epperò, Berlusconi in persona, appena l’altro ieri, pur dicendo di essere pronto al voto, aveva spiegato in un’intervista a La Stampa che Draghi «sarà l’ultimo presidente del Consiglio di questa legislatura, ma si può andare avanti anche senza i Cinque Stelle».

Il cinguettio di Tajani: «Dopo Draghi non sosterremo alcun governo»

Dunque, il Draghi bis. Per carità, è assolutamente possibile che anche Tajani con il suo tweet intendesse quello, sottintendendo che dopo Draghi non sosterremo alcun governo «che non sia guidato da Draghi», ma certo la formulazione è stata parecchio più ambigua. E comunque una lettura di quel tipo sarebbe in contrasto con la «piena sintonia» dichiarata dai barricaderi leghisti. Risulta invece coerente con le parole di Licia Ronzulli, potente delegata azzurra ai rapporti con gli alleati e vicepresidente del gruppo al Senato vicinissima al Cav.

Ronzulli: «Andare al voto sarebbe un piccolo disastro»

«Mettere in crisi questo governo proprio adesso, quando ci attende un autunno infuocato, è totalmente irresponsabile», ha tuonato dallo studio di Agorà Estate su Rai 3, aggiungendo che «a Forza Italia e al centrodestra converrebbe andare a votare già domani, ma poniamo l’interesse del Paese al primo posto e crediamo che con la guerra in Ucraina, l’inflazione, il caro energia, l’aumento del costo della benzina e con in gioco i fondi del Pnrr, andare al voto sarebbe un piccolo disastro».

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