Due mandati, «Conte dirà no alle deroghe»: oggi l’annuncio del benservito a Fico, Taverna & co

29 Lug 2022 12:33 - di Eleonora Guerra
due mandati

Dovrebbe arrivare oggi a soluzione il tormentone dei due mandati, che il M5S si trascina dietro da un tempo ormai immemore e che si è fatto sempre più pressante con la crisi e la necessità di presentare le liste. «Oggi arriverà la decisione sulla regola del doppio mandato», e su questo «dimostreremo la coerenza del M5S», ha annunciato ai microfoni di Rtl 102.5, Giuseppe Conte.

Le giravolte di Conte sui due mandati

Nei giorni scorsi, in controtendenza rispetto a quanto indicato da Beppe Grillo, Conte aveva sostenuto che la regola dei due mandati «non è un diktat» e che non avrebbe messo «in soffitta chi per dieci anni ha preso insulti per difendere i nostri ideali». Insomma, tutto faceva pensare al fatto che volesse prevedere quelle deroghe di cui tanto si è parlato. I segnali di oggi, invece, vanno nella direzione opposta e, secondo quanto riferito all’Adnkronos che ha citato «fonti autorevoli», quando nelle prossime ore sarà diramata la nota ufficiale, si scoprirà che non ci sarà alcuna deroga. Da tenere presente che tra l’una e l’altra versione di Conte è arrivata la minaccia di Grillo di mollare tutto in caso di cedimento sulla regola.

Già avvertiti i “veterani”: bye bye Fico, Taverna & co

Conte avrebbe già comunicato la decisione ai “veterani” che ne sarebbero colpiti direttamente, dovendo dire addio alle aule del Parlamento e tra i quali figurano Roberto Fico, Paola Taverna, Vito Crimi, Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede, artefice dell’approdo di Conte nel M5S.

Borré: «Non mi sorprende»

«Non mi sorprende, e non tanto perché il tetto dei due mandati sia una regola identitaria, visto che già hanno introdotto il mandato zero, ma in quanto un’ulteriore modifica della clausola non solo si scontrava contro la volontà di Grillo, e non a caso parlo di volontà, ma perché il processo avrebbe comportato infilarsi in un ginepraio giuridico che la metà basta», ha commentato Lorenzo Borré, il legale da sempre a capo delle battaglie giuridiche contro il M5S.

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