Assurda sentenza su uno stupro: “Lei lasciò aperta la porta del bagno, lui non si fece sfuggire l’occasione”

7 Lug 2022 11:33 - di Redazione

Ci risiamo: lo stupro viene giustificato con la scusa dell’assioma secondo cui “lei ci stava”. Aveva dato segnali “incoraggianti”. E’ accaduto per una violenza sessuale in un locale del centro di Torino che in prima istanza era stata come tale riconosciuta. Prima che la Corte d’Appello rovesciasse la sentenza con queste motivazioni: «Non si può affatto escludere che al ragazzo, la giovane abbia dato delle speranze, facendosi accompagnare in bagno, facendosi porgere i fazzoletti, tenendo la porta socchiusa, aperture lette certamente dall’imputato come un invito a osare. Invito che l’uomo non si fece ripetere, ma che poi la ragazza non seppe gestire, poiché un po’ sbronza e assalita dal panico».

E così la condanna in primo grado con rito abbreviato (2 anni, 2 mesi e 20 giorni), come da richiesta del pm Fabiola D’Errico si trasforma in assoluzione in secondo. Decisione discussa (e discutibile) e, soprattutto, impugnata in Cassazione dal sostituto procuratore generale Nicoletta Quaglino.

Eppure, a corroborare la versione della vittima, c’era anche la lampo rotta dal suo aggressore. Un particolare che la Corte d’Appello, vergognosamente, spiega così:  «L’unico dato indicativo del presunto abuso potrebbe essere considerato la cerniera rotta, ma l’uomo non ha negato di aver aperto i pantaloni della giovane, ragione per cui nulla può escludere che sull’esaltazione del momento, la cerniera, di modesta qualità, si sia deteriorata sotto forzatura». Insomma, «il fatto non può essere inteso come inequivocabilmente deponente in senso accusatorio dalla Procura generale».

L’episodio risale al maggio 2019, tra due ventenni che erano amici da tempo. Lei aveva chiarito che non voleva un coinvolgimento sentimentale. Lui non era dello stesso avviso. Per i giudici d’Appello: «Al momento dei fatti la ragazza era alterata per un uso smodato di alcol» ed «è quindi altamente probabile che non fosse pienamente in sé quando richiese di accedere al bagno, provocò l’avvicinamento del giovane che invero la stava attendendo dietro la porta, custodendo la sua borsetta: non solo, ma si trattenne in bagno, senza chiudere la porta, così da fare insorgere nell’uomo l’idea che questa fosse l’occasione propizia che la giovane gli stesse offrendo. Occasione che non si fece sfuggire».

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