Addio a Luca Serianni, il linguista che ha dedicato la sua vita al culto della lingua italiana

21 Lug 2022 16:30 - di Federica Argento
Luca Serianni

Il linguista e filologo Luca Serianni non ce l’ha fatta. Il professore emerito di storia della lingua italiana dell’Università “La Sapienza” di Roma, amatissimo dagli studenti, stimatissimo dai colleghi, era giunto in condizioni disperate il 18 luglio all’ospedale San Camillo di Roma dopo essere stato investito. Era giunto in coma irreversibile, con possibilità di sopravvivere ridotte al lumicino.  La morte è avvenuta questa mattina alle 9.30, quando i medici hanno constato l’esito piatto dell elettroencefalogramma, dichiarando la morte cerebrale. La famiglia ha dato l’annuncio  ringraziando “tutti coloro che in questi giorni hanno manifestato il loro affetto”.

Serianni, accademico e linguista di fama mondiale

Il professor Serianni ha insegnato alla Sapienza di Roma dal 1980 al 2017. Accademico di grande autorevolezza e fama internazionale nel campo degli studi sul linguaggio poetico e la grammatica storica. Aveva  74 anni all’ospedale San Camillo della Capitale, dove era ricoverato in coma irreversibile. Nella prima mattina del 18 lugliè stato travolto da un’auto mentre attraversava le strisce pedonali ad Ostia, sul litorale romano, dove aveva deciso da tempo di abitare. Il professore ha difeso fino in fondo l’integrità e la nobiltà dell’italiano prendendo posizioni sempre nette contro il falso linguaggio inclusivo fatto di shwa e di asterischi. Spesso consultato nei casi controversi, Serianni sempre con molta signorilità spiegava perché si trattasse di mere interpretazioni ideologiche; lungi dal trovare un riscontro logico nella struttura grammaticale della lingua italiana.

Serianni e il sogno del Museo nazionale dell’Italiano

Socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia della Crusca e dell’Arcadia, della Casa di Dante di Roma. Vicepresidente della Società Dante Alighieri, direttore delle riviste “Studi linguistici italiani” e “Studi di lessicografia italiana”. Serianni ha dedicato la sua vita al “culto” della “parola”, scritta e parlata, affermandosi come uno dei più influenti linguisti italiani. Autore di numerosi testi sulla grammatica che hanno fatto la storia recente della linguistica. Ha curato, a partire dal 2004, gli aggiornamenti del vocabolario della lingua italiana Devoto-Oli e dall’edizione del 2017 ne è divenuto anche coautore. L’ultimo evento pubblico a cui Serianni ha partecipato è stato il 6 luglio scorso a Firenze. Presenziò  all’inaugurazione delle prime due sale del Mundi, il Museo Nazionale dell’Italiano, di cui era coordinatore scientifico. E’ stato il coronamento di un sogno culturale che perseguiva dal 2003.

Punto di riferimento internazionale

Studioso dai vasti interessi di storia linguistica italiana antica e moderna, Serianni ha scritto una fortunata “Grammatica italiana” (Utet), più volte ristampata (anche come Garzantina con il titolo “Italiano” nel 1997). Ha curato, con Pietro Trifone, una “Storia della lingua italiana” in tre volumi (Einaudi, 1993-94). Tra i suoi numerosi libri più recenti figurano: “Prima lezione di grammatica” (Laterza 2010), “La lingua poetica italiana. Grammatica e testi” (Carocci, 2009), “L’ora d’italiano” (Laterza, 2010), “Italiano in prosa” (Cesati, 2011), “Leggere, scrivere, argomentare. Prove ragionate di scrittura” (Laterza, 2013). Il suo volume è “Parola di Dante” (Il Mulino, 2021), in cui ha sintetizzato i suoi molti studi lessicografici e filologici sul Sommo Poeta.

L’addio del presiedente dell’Accademia della Crusca

“Luca Serianni è il più autorevole linguista italiano che abbiamo avuto negli ultimi decenni”. Lo saluta così con l’Adnkronos Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca. “La perdita di Luca Serianni è giunta improvvisa e lacerante – ha aggiunto Marazzini – In pochi giorni si è consumata questa tragedia, che ci ha privati di un collega tra i più attivi. Non c’è settore in cui la voce di Serianni non si sia fatta sentire con autorevolezza senza pari.- Non c’’ bibliografia in cui il suo nome non si collochi obbligatoriamente in posizione privilegiata. Non c’era questione per la quale non andassimo a cercare il suo parere, il suo consenso. Posso ricordare la sua partecipazione al gruppo Incipit presso la Crusca, il gruppo che si occupa dei neologismi incipienti, quelli che possono rendere poco trasparente la comunicazione sociale. Era direttore della rivista scientifica ‘Studi di lessicografia italiana’, una delle più prestigiose dell’Accademia della Crusca”. Sui social è un continuo ricordo affoettuoso di studenti e colleghi

 

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