Sbarchi, situazione fuori controllo. La soluzione di Lamorgese: facciamo entrare più migranti

3 Giu 2022 8:27 - di Natalia Delfino
lamorgese migranti

Mentre proseguono senza sosta gli sbarchi a Lampedusa, dove nella notte sono arrivati altri 91 migranti, che si aggiungono ai 192 di ieri, Luciana Lamorgese ammette di non avere idea di quanti stranieri potrebbero arrivare clandestinamente nel nostro Paese da qui ai prossimi anni e per fare fronte alle migrazioni «mosse da fattori economici e climatici» propone la sua ricetta per arginare il fenomeno: allargare il decreto flussi. Ovvero prevedere un maggior afflusso di immigrati per i lavori stagionali.

La risposta agli sbarchi? Ampliare il decreto flussi

«Il governo è al lavoro per varare il prossimo decreto flussi che dovrà tenere conto delle crescenti esigenze di vari comparti economici» ha detto il ministro dell’Interno in un’intervista a  Repubblica. «Le migrazioni mosse da fattori economici e climatici – ha aggiunto – non si possono cancellare, ma possono essere governate anche ampliando i canali d’ingresso legali con quote di stagionali e di manodopera specializzata di cui, tra l’altro, hanno bisogno le economie europee». La soluzione proposta da Lamorgese, però, presenta alcune incongruità. La prima che i migranti che arrivano clandestinamente sulle nostre coste rappresentano un fenomeno diverso da quelli che stagionalmente, appunto, entrano nel nostro Paese per svolgere determinati lavori, con la prospettiva poi di tornarsene a casa.

Lamorgese: «Problematico stimare quanti migranti arriveranno»

Inoltre, Lamorgese ha ammesso che «in questa fase è problematico fare una stima attendibile di quanti migranti potrebbero partire dai loro Paesi nei prossimi anni, anche se i dati elaborati dalle agenzie dell’Onu dopo la pandemia, circa 200 milioni le persone che soffrono la fame in 53 Paesi, possono fornire un quadro della complessità dei fenomeni con i quali già dobbiamo fare i conti». Insomma, non sappiamo cosa ci aspetti, ma i segnali sono tutt’altro che rassicuranti, tanto che lo stesso ministro ha spiegato che «siamo preoccupati per l’andamento in crescita degli sbarchi registrato ad aprile e a maggio lungo le rotte del Mediterraneo centrale e orientale».

Il solito richiamo all’Europa

Dunque, che fare? Ma, naturalmente, appellarsi all’Europa. «Non può immaginare di poter accogliere tutti i migranti economici che intendono mettersi in viaggio dall’Africa e da alcuni Paesi asiatici. Per questo la Ue deve rapidamente intensificare i suoi sforzi per predisporre un piano basato sui partenariati strategici per sostenere la stabilità sociale e lo sviluppo economico dei Paesi di origine e di transito dei flussi migratori», ha detto Lamorgese.

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