Sandra Lonardo, la moglie di Mastella, difende Di Maio e attacca Calenda: «Sei un ipocrita»

23 Giu 2022 14:18 - di Aldo Garcon
Sandra Lonardo

«Da che pulpito». Carlo Calenda è un concentrato di “ipocrisia”. Lo afferma la moglie di Clemente Mastella, senatrice Sandra Lonardo, della componente Idea-Cambiamo-Europeisti-Noi di centro del gruppo Misto a palazzo Madama, commentando le dichiarazioni del leader di Azione sulla scissione di Ipf e Luigi Di Maio dal M5S. «Leggendo le dichiarazioni di Calenda su Di Maio – osserva Lonardo – mi passano per la mente i vari passaggi della carriera politica di Calenda, non eletto alle politiche con Scelta Civica nel 2013 («L’agenda Monti è l’unica strada per la modernità, siamo alternativi ai Dem e li batteremo», dichiarava al tempo)».

Sandra Lonardo contro Calenda

«Non si sa per quali meriti acquisiti, ma grazie a Monti, da quale poi si affrancherà, si ritrova vice-ministro dello Sviluppo Economico prima con Letta e poi con Renzi, si avvicina al Pd senza aderirvi, incassando un incarico solitamente riservato ai diplomatici senza averne titolo, tornando al Mise stavolta da ministro con Renzi e poi con Gentiloni. Meglio soprassedere sulle numerose vertenze irrisolte nel corso del suo dicastero (Alitalia, Fincantieri, Almaviva, Ilva)».

«Si erge a censore dei voltagabbana»

«Aderisce finalmente al Pd – elenca ancora Lonardo – per farsi eleggere alle Europee, salvo abbandonarlo con la velocità della luce, attaccando dirigenti ed elettori dei Dem un giorno sì e l’altro pure, si candida a sindaco di Roma («Sindaco di Roma? Neanche morto» sosteneva nel 2018) contro il Pd, fonda un partito ad personam e si erge a censore dei voltagabbana».

Lonardo: «Calenda è un concentrato di ipocrisia»

«Calenda – prosegue Lonardo – è un concentrato di ipocrisia con la memoria corta, attacca chi cambia posizione a seconda delle convenienze dimenticando le tappe frastagliate del suo percorso, le magliette che ha indossato e le bandiere che ha sventolato, rinnegando chi gli ha consentito di sbucar fuori dal nulla, nascondendosi dietro un’apparente schermo di coerenza. La sua doppia morale, le sue ripetute contraddizioni rendono davvero intollerabile l’arroganza con cui bacchetta tutti: se è indegno chi fa il salto della quaglia, lo sono anche coloro che li accolgono. Pertanto, consiglio a Calenda di evitare di fare il purista a orologeria», conclude la senatrice di Nci.

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