Conte è al tappeto, perde oltre due milioni di euro e cerca di rianimare i suoi: «Andiamo avanti»

mercoledì 22 Giugno 14:48 - di Giorgia Castelli
Conte

Conte è alle corde. La sua linea ambigua non ha pagato. Dopo lo strappo di Luigi Di Maio, che con oltre sessanta eletti ha lasciato il M5S per fondare i nuovi gruppi “Insieme per il Futuro”, è in forte difficoltà. Sul tappeto non ci solo affondi e veleni, l’addio di Di Maio e dei cosiddetti “dimaiani” finirà per gravare anche sulle casse del M5S. Con un “salasso” che dovrebbe superare i due milioni di euro per i mesi che mancano da qui alla fine della legislatura.

Quanto graverà l’addio di Di Maio sulle casse del M5S

Questi i conti che rimbalzano in “Insieme per il Futuro”, riportati all’Adnkronos da alcuni fedelissimi del ministro degli Esteri. I conti son presto fatti. «Per ogni eletto la Camera versa 52.000 euro l’anno – viene spiegato – ma poiché mancano circa 9 mesi alla fine della legislatura, i 52.000 euro scendono a circa 39mila”. Che moltiplicati per i 61 eletti pronti a seguire Di Maio si traducono in un “tesoretto” di oltre 2.3 milioni di euro.

Conte cerca di rincuorare i fedelissimi

Ma lui cerca di reagire e di rincuorare i suoi fedelissimi. La scissione segna la fine del Movimento 5 Stelle? «I nostri principi e i nostri obiettivi non sono più validi? State scherzando?», dice rispondendo ai cronisti lasciando la sua abitazione per raggiungere la sede del Movimento. A quanto apprende l’Adnkronos, è infatti in corso un summit dei vertici del M5S con Conte. Nella sede di campo Marzio sono arrivati alla spicciolata Paola Taverna, Stefano Patuanelli, Carlo Sibilia, Mariolina Castellone, Nunzia Catalfo. Altri “big” sono collegati da remoto.

Conte: «Rimaniamo dentro al governo»

Già ieri sera al termine di una giornata infernale, come riporta il Corriere della Sera, aveva «sfoderato a beneficio dei parlamentari più fidati lo sguardo sornione che ha trasformato nel corso del tempo in una specie di marchio di fabbrica».  «So benissimo – aveva detto, come riporta il quotidiano milanese – che questa formula in politica non si può più usare ma, ragazzi miei, volete sapere la cosa che mi fa davvero “stare sereno”? Che a me, a noi, da oggi nessuno può dire nulla. Ci davano degli irresponsabili, degli anti-europeisti, dei nemici della Nato? Ecco qua, abbiamo votato la risoluzione sull’Ucraina, rimaniamo dentro il governo Draghi, non facciamo problemi di poltrone.  Invece Luigi, lui sì che da oggi avrà tante cose da spiegare. Dovrà spiegare ai suoi ex elettori perché è uscito. E, se ne avrà voglia, spiegare le ragioni di questa scissione anche alla sua ex comunità del Movimento».

«Nessuno dei 15 deputati all’Ars seguirà Di Maio»

Intanto dalla Sicilia arrivano rassicurazioni a Conte. «La scissione di Di Maio sul gruppo M5S regionale ha avuto impatto zero, nessuno dei 15 deputati che ne fanno parte lo seguirà». Lo dice il capogruppo del M5S all’Assemblea regionale siciliana e referente 5stelle per la Sicilia, Nuccio Di Paola. «Tutti, compresi i deputati 5stelle a Roma – continua Di Paola –, siamo pronti a fare quadrato intorno al Movimento e a moltiplicare gli sforzi in vista delle prossime scadenze elettorali. Già sabato a Caltanissetta ci vedremo in una riunione aperta a tutti gli iscritti al M5S per serrare le fila e rinnovare gli stimoli che non ci sono mai mancati».

 

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