Elezioni, Salvini: «Il centrodestra vince se unito. La Lega si è sacrificata per questo obiettivo»

13 Giu 2022 17:20 - di Eleonora Guerra
salvini elezioni

Reduce dal consiglio federale della Lega, durante il quale il partito ha svolto un analisi sull’esito del referendum, Matteo Salvini è stato il primo leader di partito a commentare in una conferenza stampa i risultati delle elezioni amministrative. Si tratta di dati parziali, ma sufficienti a trarre alcune conclusioni. La prima, emersa con evidenza già al momento degli exit poll, è che «il centrodestra vince solo unito. Chi pensa ad altri modelli – ha sottolineato il leader del Carroccio – non fa i conti con gli elettori».

Salvini sulle elezioni: «La Lega si è sacrificata per il centrodestra unito»

«La stragrande maggioranza dei Comuni andrà al ballottaggio e avere la certezza che Palermo e Genova sono vinte dal centrodestra con il contributo determinante della Lega ci fa dire che nell’equilibrio centrodestra-centrosinistra a questo primo turno propende per il centrodestra che unito vince», ha ribadito Salvini, rivendicando che «lo sforzo della Lega di essere collante del centrodestra, anche sacrificandosi in prima persona, è la strada vincente». Quindi, ha portato l’esempio di Verona: «Gli ultimi dati dai seggi veri da Verona danno testa a testa Tommasi e Sboarina, poi Tosi, se il centrodestra fosse stato unito la partita era chiusa. Con chi fosse la Lega – ha aggiunto – era chiaro ed evidente a tutti».

Il tema del consenso all’interno della coalizione

Il leader della Lega ha focalizzato la sua analisi sui risultati della coalizione nella sua interezza. Poi quale partito all’interno della coalizione salga o scenda nei consensi diventa secondario, anche perché il dato di queste amministrative – è stato il ragionamento del segretario della Lega, che ha informato in diretta della presumibile sconfitta a Lodi – va letto come dato locale, città per città. Eppure la mappa del voto, così come emerge dalle prime proiezioni, su questo versante restituisce un dato piuttosto uniforme: il sorpasso di FdI sulla Lega, da L’Aquila, dove alla seconda proiezione FdI è all’18,8% e la Lega al 12,5%, a Verona dove FdI è al 10,2% e la Lega al 6,5%.

L’invito a non sovrapporre comunali e politiche

Salvini, alle domande dei cronisti che collegavano i risultati di oggi al tema della premiership, ha risposto che il presidente del consiglio lo decidono gli italiani, mentre i i cittadini delle singole città decidono il sindaco. Dunque, la questione di chi sarà chiamato a guidare il centrodestra a livello nazionale si porrà alle politiche, non oggi. Varrà comunque, ha ribadito il leader del Carroccio, la regola per cui chi prende più voti assume l’incarico di leader della coalizione e di candidato premier.

I referendum e il caso Palermo

Quanto ai referendum, Salvini ha preso atto della scarsa affluenza, sottolineando di trovare «miope» il fatto che «qualcuno goda per l’astensione» e ha invitato a fare «una riflessione» anche rispetto alla scarsa partecipazione alle amministrative. Quindi, assicurando che la battaglia sui temi della giustizia prosegue, il leader del Carroccio ha rivelato che «ho sentito il Presidente della Repubblica Mattarella su Palermo» per un «furto di democrazia» nei confronti di chi ieri era impegnato alle urne. Una vicenda, quella del caos seggi nel capoluogo siciliano, sulla quale «in un Paese normale ci sarebbero state tante riflessioni». Poi una frecciata al ministro Lamorgese: «Per far fronte ai seggi rimasti chiusi si è mossa tempestivamente. Dopo alcune ore…».

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