Roma, 150 intellettuali “denunciano” Gualtieri all’Unesco: «Città abbandonata al degrado»»

7 Giu 2022 13:14 - di Gigliola Bardi
gualtieri intellettuali

Oltre 150 tra giornalisti, intellettuali, professori, architetti, urbanisti, esponenti del mondo della cultura e comitati di quartiere ha inviato una lettera al direttore del World Heritage Unesco, Lazare Eloundou Assomo, «per segnalargli lo stato di degrado in cui versa uno dei più importanti siti italiani riconosciuti dal World Heritage, il Centro storico di Roma». Una lettera che è un vero e proprio atto d’accusa nei confronti del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e della presidente del primo Municipio Lorenza Bonaccorsi, che a loro volta hanno ricevuto copia del testo, dopo che i precedenti appelli rivolti direttamente a loro sono caduti nel vuoto.

La lettera dei 150 intellettuali contro Gualtieri

L’iniziativa di portare la protesta fino all’Unesco è stata presa dal giornalista Paolo Brogi, al quale poi si sono uniti nomi come Vittorio Emiliani, Valerio Magrelli, Paolo Crepet, l’archeologa Rita Paris, l’urbanista Paolo Berdini, il presidente di Italia Nostra Roma Oreste Rutigliano. E ancora, la giornalista italo-francese Marcelle Padovani, l’architetto italo-spagnolo Clara Lafuente, l’attrice Manuela Kustermann e le docenti universitarie Claudia Conforti e Cristina Corsi e la direttrice della casa di Goethe Maria Gazzetti, solo per citarne alcuni.

L’invasione dei tavolini e i mancati controlli da parte del Campidoglio

I firmatari della lettera partono dal tema dell’invasione dei tavolini e dei dehors dei locali, che – è bene ricordarlo – nell’area del centro storico patrimonio Unesco devono rispondere a precisi criteri estetici. Invece, oggi si assiste a «un’invasione di tavolini e di arredi tra i più difformi e invasivi, frutto di un’occupazione estesa di suolo pubblico», che è «andata ben oltre le iniziali misure di sostegno a causa del Covid». Un’invasione, è l’atto d’accusa, «incontrollata da parte dell’amministrazione, che trasforma in un suk le piazze e le vie più belle di Roma».

Dalle erbacce ai rifiuti: a Roma «uno scenario generale mortificante»

Ma il problema non è solo “tavolino selvaggio”. La mancanza di controlli da parte dell’amministrazione, infatti, si inserisce in «uno scenario generale mortificante, tra erbacce che non vengono tagliate, spazzatura e rifiuti per le strade, rumore e degrado». Dunque, nella totale incapacità di assolvere il proprio ruolo da parte del Campidoglio, che sul tema era già stato sollecitato dai firmatari della lettera ad Assomo, oltre che da altri volti noti della città.

L’appello degli intellettuali all’Unesco: «Richiamate voi Gualtieri»

«Il nostro appello all’amministrazione, come l’ultimo in dicembre per il rispetto delle regole, non ha ricevuto risposta e questo scempio minaccia di diventare permanente», si legge nel documento, che quindi si rivolge direttamente al World Heritage Unesco nella speranza che possa richiamare con più efficacia l’amministrazione capitolina «ai suoi doveri di controllo, insomma a un’inversione di rotta. Il nostro auspicio – conclude la lettera dei 150 – è che venga ripristinato lo stato di decoro adeguato ai valori riconosciuti».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

  • Filippo ARPAIA 8 Giugno 2022

    Roma deve adottare, per lo smaltimento RSU, il modello Lombardia

  • Silvia Toresi 8 Giugno 2022

    Peggio della Raggi, incredibile!!!!!

  • duilio 8 Giugno 2022

    Colpa dei romani che anche questa volta hanno scelto rappresentanti sinistronzi, a capo del volemose bene!

  • Giorgio Ottaviani 8 Giugno 2022

    Non risolverà nulla un uomo con un sorriso da ebete!

  • SUGERITI DA TABOOLA