Pavia, capotreno aggredito da 4 uomini a colpi di catena. I sindacati: «Violenze in crescita. È sciopero»

mercoledì 22 Giugno 18:41 - di Luciana Delli Colli
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Un capotreno è stato aggredito ieri sera a colpi di catene da quattro uomini, alla ferma di Belgioioso, in Provincia di Pavia. Secondo quanto ricostruito, i malviventi lo avrebbero colpito all’apertura delle porte in stazione, non è chiaro se per un precedente diverbio. Il capotreno, in forze a Trenord, ha riportato una frattura scomposta, che ha comportato una prognosi di diverse settimane. Sono in corso le indagini per identificare gli autori del pestaggio, dopo il quale i sindacati hanno proclamato lo sciopero e l’assessore regionale alla Sicurezza, Riccardo De Corato, ha chiesto la presenza dei militari sui treni.

I sindacati ricordano i fatti di Peschiera e proclamano lo sciopero

«Questo gravissimo atto si aggiunge ad altri tre gravi episodi di aggressione successivi, in ordine temporale, ai noti fatti di Peschiera del Garda», hanno ricordato Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti-Uil, Fast-Confsal, Faisa-Cisal, Ugl e Orsa, proclamando uno sciopero di due ore per il personale mobile e di assistenza dalle 10 alle 12 di domani. Esprimendo poi solidarietà e vicinanza «ai lavoratori vittime di questi drammatici episodi che testimoniano un trend di rapida crescita costante», i sindacati hanno chiesto di fa ripartire il confronto «per affrontare e risolvere le criticità legate alla sicurezza del personale, problema la cui soluzione non può più essere procrastinata».

De Corato sul capotreno aggredito a Pavia: «Serve l’esercito»

«Vicinanza» al capotreno è stata espressa anche dall’assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia, Riccardo De Corato. «Per fermare questi episodi – ha detto – è necessaria sinergia istituzionale. È evidente che, nonostante i loro sforzi, gli agenti della Polfer in servizio non sono abbastanza numerosi per tenere sotto controllo i 2.500 km della rete ferroviaria lombarda». De Corato, quindi, è tornato a chiedere «il supporto dell’Esercito: le donne e gli uomini in servizio nelle caserme lombarde potrebbero garantire un servizio innanzitutto preventivo». Inoltre, ha aggiunto, «chiederò a RFI la chiusura degli scali ferroviari negli orari notturni, per evitare che diventino luoghi di ritrovo per malintenzionati», facendo riferimento poi al “modello Lecco” in base al quale «le Prefetture, tramite fondi regionali, potrebbero impegnare gli agenti della Polizia Locale a presidio delle stazioni».

 

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