Omicron 5, Vaia: «Le varianti non devono spaventarci, restano “sorvegliate speciali”»

20 Giu 2022 13:37 - di Fortunata Cerri
Omicron 5

«Oggi come ieri le varianti» di Sars-CoV-2 «non devono spaventarci. Restano “sorvegliate speciali” e vanno studiate, così come stiamo continuando a fare. No quindi ad allarmismi, ma vanno aggiornati gli strumenti, vaccini e terapie. E poi servono interventi di sistema sui luoghi della socialità, per un autunno che non ci colga impreparati». Lo scrive su Facebook il direttore generale dell’Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, commentando un comunicato dell’Istituto su quanto ad oggi sappiamo sulle sottovarianti Omicron, in particolare su BA.5.

Spallanzani: «Omicrono 5 rimane una sorvegliata speciale»

La sottovariante Omicron 5? «Rimane una “sorvegliata speciale”», evidenzia in una nota l’Inmi Spallanzani di Roma, ritornando sulla visita che l’Organizzazione mondiale della sanità ha fatto in Istituto nazionale malattie infettive alcuni giorni fa. «Nell’incontro tenutosi allo Spallanzani tra la direzione dell’Istituto e la rappresentanza Oms è stato fatto il punto sulla circolazione delle varianti Omicron nel mondo. È emerso come, in molti Paesi, si stia osservando un significativo incremento della sottovariante BA.5, che sta rapidamente sostituendo la precedente BA.2. Paesi come il Sud Africa hanno per primi sperimentato l’ondata da BA.5, al momento già in discesa, con un forte aumento dei contagi, ma un limitato impatto sulle ospedalizzazioni», sottolinea lo Spallanzani.

La nota dello Spallanzani su Omicron 5

«È stato comunque osservato che il Sud Africa, come già verificatosi con BA.1 e BA.2, potrebbe non fornire dati totalmente rappresentativi della realtà europea, visto il differente contesto dell’immunità naturale e vaccinale della popolazione – continua la nota – Sempre nel corso della riunione con Oms, è stata sottolineata invece la maggiore importanza, in chiave di previsione dello scenario italiano, dei dati che arrivano dal Portogallo, Paese con una situazione epidemiologica più simile a quella dell’Italia, in cui sembra già di vedere una tendenza al plateau di BA.5».

«Non vi sono avvisaglie di di una maggiore gravità clinica»

Per questo dagli specialisti dell’Inmi arriva un messaggio: «Non vi sono al momento avvisaglie di una maggiore gravità clinica delle nuove varianti BA.4 e BA.5, anche tenendo conto che la differenza genetica rispetto a BA.2 è di poche mutazioni chiave – rimarcano gli esperti – Va comunque detto che, come già osservato con BA.1 e BA.2, un aumento dei casi legato alla maggiore trasmissibilità e al maggiore escape immunitario delle nuove varianti potrebbe tradursi in un limitato e transitorio aumento di ospedalizzazioni».

 

 

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