Medvedev, duro attacco all’Italia: le sanzioni contro i familiari “degne di ‘Ndrangheta e Cosa Nostra

sabato 4 Giugno 20:16 - di Redazione
Medvedev

Dopo il messaggio del ministero degli Esteri russo su Vkontakte, arrivano le parole del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo. Dmitry Medvedev critica le sanzioni “illegittime” contro i familiari dei politici russi, paragonandole ai metodi mafiosi e citando ‘Ndrangheta e Cosa Nostra.

Medvedev critica le sanzioni

«Sono doppiamente illegali – dice –. Non solo statisti o deputati ma anche le famiglie, che non sono in alcun modo in grado di influenzare i loro parenti, sarebbero responsabili delle mitiche violazioni inventate da loro».

Medvedev cita ‘Ndrangheta e Cosa Nostra

Medvedev aggiunge ironicamente che l’Occidente potrebbe abbracciare «anche altre regole familiari progressiste: per esempio, ci sono molte cose utili nei modi della ‘Ndrangheta e di Cosa Nostra italiane».

Ricorda il Codice di Hammurabi

«Sembra che l’Occidente abbia deciso di riprodurre le migliori pratiche del passato», ha scritto Medvedev su Telegram, come riporta la Tass, citando non solo i metodi mafiosi: «Si può andare anche più a fondo nella storia. Ricordiamo il Codice di Hammurabi che diceva, come sapete, che se una casa mal costruita crollava e uccideva un figlio del suo proprietario, era lecito uccidere un figlio del costruttore».

Il rifiuto dell’Ucraina di negoziare

Ieri Medvedev ha affermato che il rifiuto dell’Ucraina di negoziare con la Russia riduce le possibilità di una soluzione diplomatica del conflitto e minaccia la sovranità dell’Ucraina. In un’intervista ad Al Jazeera, citata dalla russa Interfax, l’ex presidente russo ha affermato che «l’Ucraina potrebbe perdere ulteriore territorio a causa di ciò che sta accadendo. Il suo rifiuto di accordarsi potrebbe significare la perdita della sua sovranità nazionale».

«Qualche tempo fa l’Ucraina ha espresso il desiderio di concordare su questioni chiave e in una posizione, a nostro avviso, relativamente realistica», ha aggiunto Medvedev. Questa posizione era «riconoscere le realtà: sia realtà territoriali, sia realtà legate alla partecipazione alle organizzazioni internazionali, compresi i blocchi militari», ha spiegato riferendosi all’accettazione dell’annessione della Crimea e occupazione del Donbass e al rifiuto di far parte della Nato perseguendo una politica neutrale.

Sulla sospensione dei colloqui

Inoltre, secondo Medvedev, durante gli incontri delle due delegazioni sul suolo bielorusso, a Istanbul, e online, l’Ucraina avrebbe inizialmente accettato di «condurre una smilitarizzazione parziale e una serie di altre cose importanti». Ma in seguito, secondo il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, presumibilmente «sotto l’influenza degli appelli che Kiev sente da Washington e Bruxelles», l’Ucraina ha sospeso i colloqui.

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