La vendetta di Conte: multe di 100mila euro agli “scissionisti” che hanno scelto Di Maio

giovedì 23 Giugno 8:11 - di Lucio Meo

Le sanzioni, in modello “Putin”. E’ la prima vera forma di vendetta politica che il gruppo del M5S capitanato da Giuseppe Conte sta meditando, alla luce di quanto scritto nello Statuto del Movimento Cinque Stelle. Se ne parlava già ieri mattina, nelle ore in cui Di Maio contava i suoi e iniziava ad organizzare la sua formazione politica, “Insieme per il futuro”, composta da una sessantina di fedelissimi. Che però potrebbero incorrere nelle sanzioni, da qui  a poco…

Le multe agli scissionisti che sono andati con Di Maio

“Il Consiglio nazionale riunito informalmente ieri mattina ha proposto di far scattare le penali contro i transfughi, previste dalle regole del M5S per chi lascia il gruppo. Multe da 100mila euro, finora mai applicate. I più agguerriti sono i vice di Conte…”, scrive oggi Repubblica, secondo cui i contiani avrebbero ricordato come fosse stato proprio Di Maio, nel 2018, a introdurre il meccanismo sanzionatorio nei confronti dei transfughi, come ricorda questo articolo del Messaggero del 2019.

Altri sono più cauti, ma chiederebbero ai dimaiani quantomeno di saldare le restituzioni non versate fino a oggi…”.

I conti in rosso del Movimento Cinque Stelle

La scissione di Luigi Di Maio, in ogni caso, fa male, tanto male alle casse del gruppo M5S alla Camera. Al punto che la tesoriera Francesca Galizia non esclude tagli a stretto giro: “Sicuramente”, dice la deputata all’Adnkronos, “faremo delle valutazioni sui contratti in scadenza, principalmente le consulenze esterne, dobbiamo rivederle e rivalutarle anche nell’ottica di un efficientamento degli uffici. Un conto era avere tanti deputati che andavano seguiti e un conto averne molti meno”. Il ‘salasso’ dovrebbe superare i 2 milioni di euro per i mesi che mancano da qui alla fine della legislatura. Ma i contratti dei dipendenti sono salvi, per adesso. “Per il momento non toccheremo i contratti dei dipendenti. Immagino che qualche dipendente sia stato contattato per andare a lavorare nel nuovo gruppo, qualche perdita la avremo anche lì. Per ora non abbiamo questa necessità. Solo consulenze e contratti di collaborazione: quelli li rivedremo nell’immediato”, dice Galizia, che non nasconde la sua amarezza per la scissione: “Più che un danno economico è un danno al Movimento, abbiamo perso delle risorse, sono andate via tante persone di alto valore che stimavo”.

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