Grillo furioso coi suoi: la guerra fratricida è data in pasto ai media. “Così ci biodegradiamo in tempi record”

20 Giu 2022 19:32 - di Chiara Volpi
Grillo

Grillo è furioso: i panni sporchi che i suoi stanno lavando sulla pubblica piazza mediatica fa vedere il Re nudo. E lui non lo tollera. Anzi, ci si infervora. Tra Conte, Di Maio, e gli attivisti dell’una e dell’altra cordata, interviene Grillo che, calando dall’alto, palesa apertamente tutta la sua furia. Il garante è imbufalito per gli stracci che volano tra i suoi e finiscono dritti sulle prime pagine dei giornali. E, a quanto apprende l’Adnkronos da autorevoli fonti, ieri il padre nobile del M5S avrebbe espresso tutto il proprio disappunto con diversi esponenti movimentisti. Puntando l’indice contro i toni usati e sui titoli che parlavano di una possibile «espulsione» di Luigi Di Maio. Una guerra interna, fratricida, che si innesta su un lungo periodo di fronde politiche e controversie legali che passano per chat infuocate e dichiarazioni pubbliche al vetriolo, che evidentemente non piace al garante del Movimento. Tanto da tuonare: «Così ci biodegradiamo in tempi record».

L’ira di Grillo per l’esposizione mediatica della guerra interna al M5S

Il fondatore dei 5 Stelle si sfoga e mette all’indice attacchi e repliche reciproche rimbalzate sui media. È arrabbiato, furente, per quei panni sporchi lavati sulla pubblica piazza. Ma, soprattutto, il termine espulsione usato contro l’ex capo politico e attuale ministro degli Esteri, lo avrebbe mandato su tutte le furie. Per Grillo, spiegano le stesse fonti, le “punture” di Di Maio andavano semplicemente ignorate. Sicuramente non avrebbero dovute essere cavalcate in tempi comunque complessi come non mai per il Movimento. Certo, la sfuriata di Grillo, che giovedì atteso a Roma, era nell’aria. Non a caso, già nei giorni scorsi il leader della frastagliata galassia pentastellata aveva fatto trapelare il suo nervosismo sulla questione “morosi”. Ovvero per la mancata restituzione di parte delle entrate dei parlamentari. Una delle regole auree dei 5S, che svetta in cima a statuti e concordati grillini, accanto a un altro caposaldo: quello che fissa il limite del due mandati. Precetti che – in questo caso – per il garante del M5S non si possono certo ignorare…

«Di Maio andava ignorato. Così ci biodegradiamo in tempi record»

Ora, ciliegina sulla torta: la guerra interna che si consuma pubblicamente sui giornali. E senza esclusione di colpi. Anzi, con alcune dichiarazioni – vedi l’intervista di Riccardo Ricciardi su Di Maio bollato come “corpo estraneo” – che Grillo fatica a mandar giù. Quanto al dossier Ucraina, assicurano fonti vicine al leader Giuseppe Conte, i contatti tra Grillo e l’ex premier sarebbero continui, concordi sulla necessità di una de-escalation militare e su una riflessione che coinvolga il Parlamento su nuovi invii di armi a Kiev. Tanto per provare a non dare in pasto ai media ulteriori dimostrazioni di conflitto interno che anima la fase di “cannibalismo” movimentista in corso, e inevitabilmente registrato minuto per minuto, parola per parola…

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