Ecr, il piano della Meloni: «Noi conservatori cambieremo le balbettanti istituzioni europee»

28 Giu 2022 20:22 - di Gloria Sabatini
È il primo appuntamento internazionale dell’Ecr dopo la pandemia. Dalla sala dell’Hotel Excelsior di Roma Raffaele Fitto apre i lavori della tre giorni del gruppo dei Conservatori e riformisti al Parlamento di Strasburgo. Fa gli onori di casa e sottolinea la posizione netta, senza tentennamenti, dimostrata nella crisi russo-ucraina. “In queste ore affronteremo le questioni più dirompenti grazie al contributo del mondo accademico e della politica. Proprio dall’Italia, paese sul quale ancora pendono i giudizi di chi  vorrebbe continuare a darci le patenti, insieme a voi testimoniamo il livello di credibilità di una delle maggiori famiglie politiche europee“.

Meloni inaugura la tre giorni romana dell’Ecr

È Giorgia Meloni, nella doppia qualità di presidente di Fratelli d’Italia e dell’Ecr Party, a inaugurare il meeting dei conservatori e riformisti europei che si svolge a Roma (fino a venerdì 1 luglio), “culla della civiltà europea”. “La vostra presenza è significativa. Questa tre giorni affronterà le grandi questioni del nostro tempo. Sulle quali abbiamo dimostrare serietà e studio. Che sono alla base delle nostre scelte. Qualche mese fa ci siamo interrogati sul futuro del nostro gruppo europeo. E la nostra scelta di difendere la nostra specificità  e mantenere la nostra identità oggi ci permette di assumere posizioni forti. Se avessimo privilegiato la scelta della logica numerica – dice la Meloni –  non potremmo dare un messaggio così forte. Contro l’approccio balbettante delle istituzioni europee. In tante occasioni noi conservatori siamo stati pionieri. Ringrazio tutte le delegazioni degli Stati membri e Fratelli d’Italia. Che è stato dato per spacciato fin dalla nascita. E che oggi si impone come primo partito italiano”.

I conservatori sono i pionieri contro la miopia ideologica della sinistra

L’ex ministro della Gioventù, giacca bianca, camicia blu marine, rivendica la capacità dell’Ecr e dei partiti nazionali di saper leggere la realtà. A differenza dell’approccio ideologico della sinistra. E il merito di aver posto in anticipo grandi temi che oggi sono al centro del dibattito. “Chiedevamo un’Europa che facesse meno ma facesse meglio. Non ci sbagliavamo. Volevamo un’Europa che si attrezzasse per l’indipendenza energetica, per una difesa e una politica estera degne di questo nome. Ancora oggi l’Europa fa finta di non vedere, dicendo che tutto ha funzionato tutto bene. Ma non mi sembra”, incalza la Meloni di fronte alla sala gremita di stampa e delegati europei.

Abbiamo posto per primi il tema dell’indipendenza energetica

“Il primo nucleo dell’Europa si chiamava ‘Comunità economica del carbone e dell’acciaio’. Oggi proprio quello delle risorse energetiche è il fronte più esposto. Significa che qualcosa non ha funzionato. Oggi si parla di autonomia strategica. Quando eravamo noi a porre il problema ci hanno accusato di essere autarchici. La verità è che l’Europa si è presentata totalmente impreparata di fronte agli choc che ci hanno travolto. Colpa di un establishment miope con una leadership debole”.

La conferenza sul futuro della Ue? Una passerella

La presidente dell’Ecr Party poi punta l’indice sul fallimento della conferenza sul futuro dell’Europa. Poco più di una passerella di “centralisti”, neppure europeisti. “Pensata per favorire la campagna elettorale di qualcuno”, ha detto attaccando la miopia e l’inadeguatezza dell’approccio ideologico alla ‘vicenda del green’. “Ma davvero – chiede la Meloni – qualcuno pensa che oggi, con l’emergenza energetica, senza capacità difensiva e con l’economia in affanno, l’unico strumento di cui disponiamo, il Pnrr come si chiama in Italia, possa essere dedicato alla transizione verde? Impossibile da realizzare. Con obiettivi anni luce distanti dai cittadini. E che ci porterà a legarci, mani e piedi, alla Cina. Che detiene il monopolio degli strumenti per la transizione green”. Sul tema dell’ambiente la cosa più intelligente che abbiamo sentito dire a Letta (che definisce il capo della sinistra locale) è stata l’accusa che noi saremmo il partito “nero fossile’.

Sull’immigrazione la storia ci dà ragione

Anche sul grande tema delle delocalizzazioni e dell’immigrazione la destra conservatrice europea e italiana ha avuto ragione. “Attendiamo che la sinistra, che continua a risponderci con gli slogan, si renda conto dei danni causati dalle sue battaglie utopiche. Allora, ancora una volta chiederanno di invertire la rotta. Sull’immigrazione – continua la Meloni – volevamo un’Europa che difendesse i suoi confini. E  azione forti con i paesi terzi. Non ci hanno ascoltato. Sono stati capaci solo di agitare minacce e ricatti verso la Polonia. Oggi le immagini della guerra in Ucraina, delle donne profughe che fuggono con i bambini dimostrano che avevamo ragione”. E la storia, prosegue utilizzando un’immagine forte, “si è imposta come un macigno di verità”.

Un’Europa vera partirebbe dal suo ruolo nel Mediterraneo

I problemi che viviamo – aggiunge – sono un combinato disposto tra le utopie e la mancanza di capacità strategica. Un’Europa capace di visione dovrebbe partire dal suo ruolo nel Mediterraneo. Dal rapporto con gli alleati e con gli Stati Uniti. Sono temi che abbiamo sempre sollecitato. E sui quali siamo pronti a parlare oggi”. La vera sfida sta nella capacità di capire la posta in gioco. E qui si manifesta la differenza tra i leader, che devono  guidare le scelte di un popolo, e i follower. Bisogna rendersi conto che oggi il conflitto in Ucraina è solo la punta di un iceberg.

Un leader deve guidare le scelte del popolo

“La Russia rivendica un mondo dove il paese militarmente più forte assoggetta altre nazioni. Anche per ragioni di supremazia economica. E noi non possiamo permetterci un mondo dove vige la legge del più forte. I carri armati russi entrano in Ucraina con la bandiera dell’ex Urss. I  confini storici di cui parla Putin prevedono la Georgia, un pezzo di Finlandia e altro. Bisogna capire che se l’Occidente capitolasse a farne le spese sono i più deboli dell’Occidente. Cioè noi. Che finiremmo sotto il giogo della Cina di Xi Jinping”. Augurando buon lavoro ai rappresentanti dell’Ecr riuniti a Roma, la Meloni sottolinea la passione e l’entusiasmo. “Avete portato una ventata di caldo”, chiude sorridendo. E il pensiero va alle temperature elevatissime di questi giorni.

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