Vaiolo delle scimmie, terzo caso a Londra. L’Oms: rischio di trasmissione minimo. Come si manifesta

lunedì 16 Maggio 18:02 - di Redazione

Terzo caso nell’ultimo mese di vaiolo delle scimmie a Londra. Una coppia è risultata positiva e monitorata dall’Agenzia di sicurezza sanitaria del Regno Unito. Gli ultimi due casi non hanno alcun legame con quello precedentemente già individuato. Il vaiolo delle scimmie non è grave: si manifesta con febbre, mal di testa e dolori muscolari e alla schiena. È possibile che in alcuni casi si presenti anche un’eruzione cutanea.

Dopo il caso segnalato all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) il 7 maggio, finora non sono stati rilevati nuovi contagi fra i contatti tracciati. A fare il punto è l’Oms in una nota in cui spiega che “a partire dall’11 maggio è stato intrapreso un ampio tracciamento dei contatti per identificare le persone esposte al rischio di contagio nelle strutture sanitarie, all’interno della comunità e nel volo internazionale” su cui il primo paziente ha viaggiato dalla Nigeria. Queste persone sono sotto monitoraggio e lo saranno per 21 giorni dalla data dell’ultima esposizione al caso. “Nessuno ha segnalato sintomi compatibili finora”, spiega l’Oms.

“Poiché il caso è stato immediatamente isolato ed è stato eseguito il tracciamento il rischio di trasmissione relativo a questo caso nel Regno Unito è minimo. Tuttavia, poiché la fonte dell’infezione in Nigeria non è nota, permane il rischio di una trasmissione in corso in questo Paese”, chiosa l’Oms.

L’Oms “non raccomanda alcuna restrizione per i viaggi e gli scambi commerciali con la Nigeria o il Regno Unito sulla base delle informazioni disponibili in questo momento”, si legge in una nota. Il paziente identificato nel Regno Unito il 7 maggio era stato in Nigeria da fine aprile a inizio maggio e aveva soggiornato a Lagos e negli Stati del Delta. Ha sviluppato un’eruzione cutanea il 29 aprile ed è tornato nel Regno Unito il 4 maggio. Lo stesso giorno è andato in ospedale. Sulla base della storia del viaggio e dell’eruzione cutanea, si è sospettato subito il vaiolo delle scimmie e il paziente è stato immediatamente isolato. Il ‘Monkeypox’ è stato confermato dal laboratorio dell’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (Ukhsa).

Causato da un virus appartenente alla famiglia degli orthopoxvirus, il vaiolo delle scimmie può essere trasmesso per contatto o esposizione a droplet. Il periodo d’incubazione è 6-13 giorni, ma può variare da 5 a 21 giorni. La malattia presenta sintomi che di solito si risolvono spontaneamente entro 14-21 giorni. Esistono due cladi di virus del vaiolo delle scimmie, il clade dell’Africa occidentale (quello rilevato nel caso Uk) e il clade del bacino del Congo (Africa centrale). Ai contatti del paziente Uk a rischio più elevato è stata offerta la profilassi post-esposizione con vaccinazione. Nel frattempo le autorità nigeriane sono state informate del caso, con tutti i dettagli. Quanto alla valutazione del rischio da parte dell’Oms, l’agenzia spiega che nel Regno Unito sono stati segnalati 7 casi di vaiolo delle scimmie e tutte queste infezioni d’importazione erano legate a una cronologia di viaggio da o verso la Nigeria. Nel 2021 si sono verificati anche 2 casi separati importati dalla Nigeria e segnalati dagli Usa.

Il Paese africano ha continuato a riportare casi: da settembre 2017 al 30 aprile 2022 sono state in tutto 558 le sospette infezioni, delle quali 241 confermate e i decessi sono stati 8. Nei primi 4 mesi del 2022 i casi sospetti sono stati 46, di cui 15 confermati e nessun decesso. “Nel presente caso, la fonte dell’infezione è attualmente sconosciuta e non si può escludere il rischio di un’ulteriore trasmissione in Nigeria”, ribadisce l’Oms.

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