Terremoto in FI, Tajani: «Tutto normale, fisiologico. Non siamo un partito di plastica»

lunedì 16 Maggio 8:32 - di Sara De Vico

Fisiologico ma non grave. Antonio Tajani, coordinatore azzurro, minimizza lo scontro interno a Forza Italia dopo la nomina di Licia Ronzulli, fedelissima del Cavaliere. a coordinatrice della Lombardia. Scalzando l’europarlamentare Massimiliano Salini che è furioso. E giura che non accetterà altri incarichi riparatori.  «Non diamo troppa importanza né a cambiamenti che sono naturali nella vita dei grandi partiti, né a sfoghi. Che sono altrettanto possibili in momenti delicati”, dice Tajani in un colloquio con il Corriere della Sera.

Terremoto in FI, Tajani: tutto normale

L’amarezza, l’insoddisfazione per qualche scelta, sono appunto cose fisiologiche nei partiti. Fibrillazioni che proprio all’ex presidente del Parlamento europeo spetta il difficile compito di gestire. È lui a incassare anche le lamentele. Soprattutto oggi che Berlusconi è assente dalla quotidianità del partito. Lo sfogo di Maria Stella Gelmini contro la Ronzulli (“sono un soldato nelle mani di Berlusconi”) è il termometro della situazione interna al partito. “Tutti hanno le loro ragioni e le proprie posizioni”, dice Tajani. “In un grande partito ci sono tante personalità, ma tutte collaborano per il bene comune. Vedrete che anche questa si risolverà come una tempesta in un bicchiere d’acqua”.

Nessun cerchio magico intorno al Cav

Il  coordinatore forzista esclude l’esistenza di un cerchio magico intorno al leader che condiziona le scelte, le nomine e la gerarchia dei ruoli. Una vecchia storia, la definisce. Che non corrisponderebbe alla realtà. Se Berlusconi “fa una scelta è legata al buon senso del buon padre di famiglia”. Poi la frase rivelatrice: “A volte cambiare incarico apre nuove opportunità”. Da coordinatore del Lazio, ricorda  Tajani, anche lui venne rimosso e poi  diventò  presidente del Parlamento di Strasburgo.

Per Salini troveremo una soluzione

“I ministri hanno grandi responsabilità e sono importanti, lo sono i sottosegretari, come i responsabili dei territori. Ci possono essere momenti di attrito, ma a Licia Ronzulli non manca certo esperienza e capacità per svolgere il ruolo di coordinatrice. Salini è fuori si sé e non accetta altri incarichi. “Parleremo, troveremo la soluzione migliore”, continua il coordinatore azzurro. Che fa il pompiere. “Abbiamo tutti grande considerazione per il lavoro di Salini, ma arriva il momento in cui si può cambiare per rendere più efficace un’azione. Lo ripeto, ditemi un partito in cui non succede…».

Non siamo un partito di plastica, ma un partito vero

Nessun rischio di fuga? “Il nostro partito è attrattivo, in crescita, abbiamo appena avuto tre nuovi ingressi dall’Abruzzo. E un deputato in più, Nicola Acunzo, altri sono in arrivo. Non siamo un partito di plastica egemonizzato da pochi potentissimi. Siamo un partito vivo e aperto, che guarda al Ppe, che riceve attenzione da tutti i mondi produttivi”.

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