Termovalorizzatore, Raggi e M5S senza vergogna: hanno ridotto Roma a discarica e ora parlano di «salubrità»

mercoledì 11 Maggio 10:45 - di Viola Longo
termovalorizzatore roma

Una raccolta di firme, un’azione legale, la protesta in Campidoglio con le magliette “No inceneritore”. Il M5S e la Lista civica Virginia Raggi, capeggiati dall’ex sindaco, hanno dichiarato guerra anche sul territorio al termovalorizzatore di Roma. Sta nelle loro facoltà e nel loro mandato, e per altro non sono i soli a dirsi contrari alla proposta di Roberto Gualtieri per risolvere l’emergenza rifiuti a Roma. Tanto attivismo, però, assume un tratto ridicolo se si pensa al fatto che Raggi e i Cinquestelle, in cinque anni alla guida del Campidoglio, con una giunta monocolore e un governo amico per la gran parte della consiliatura, sul tema hanno girato a vuoto, condannando la città allo stato di discarica a cielo aperto.

Sceneggiata in Aula con le magliette «no inceneritore»

E non è chiaro con quale credibilità, oggi, Raggi & co si facciano paladini di soluzioni alternative. «Siamo per l’economia circolare, per gli impianti ad alta sostenibilità per il riuso e il riciclo dei materiali e per la transizione ecologica che ci chiede l’Europa. Siamo invece contro l’inceneritore mostro da 600mila tonnellate di rifiuti da bruciare l’anno, dal costo economico di quasi 700 milioni di euro e dal costo sociale altissimo generato dai gravi rischi alla salute a cui espone i cittadini per i gas inquinanti e le ceneri tossiche prodotte», hanno proclamato ieri i consiglieri comunali di M5S e Lista Civica Raggi, rivendicando che «per tutti questi motivi abbiamo deciso di presentarci in Aula Giulio Cesare per la seduta di Assemblea capitolina con la maglietta “No inceneritore, Sì transizione ecologica”».

Le iniziative contro il termovalorizzatore di Roma

«Questo è ciò che pensiamo e che difenderemo fino all’ultimo con i denti in tutte le sedi possibili», hanno aggiunto, chiarendo di voler «tutelare il diritto alla salute dei romani e la salubrità dell’ambiente in cui viviamo». Le sedi in questione sono i banchetti per la raccolta di firme, partita dal Parco Tor Tre Teste, e il tribunale, dove i pentastellati contano di trascinare il Campidoglio con un’azione legale finalizzata a bloccare la realizzazione dell’inceneritore. Intanto Roma continua a essere invasa da cumuli di “monnezza”, con le conseguenze che si portano dietro, non ultima l’invasione di cinghiali, e, per quanto la scelta del termovalorizzatore possa non essere convincente per molti, Raggi e i Cinquestelle sono davvero gli ultimi, perfino dopo il Pd che esprime anche il governatore della Regione, che dovrebbero parlare di battaglie a tutela della salute dei cittadini e della salubrità dell’ambiente in cui vivono.

 

Commenti

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  • Franco 12 Maggio 2022

    Forse i romani si meritano queste persone visto che dopo la Raggi hanno continuato a sbagliare.

  • marcello ceroti 12 Maggio 2022

    AL SECOLO D’ITALIA
    Attenzione a far votare da casa i positivi da Covid. la sinistra queste
    opportunità le prende al volo. Guardate cosa è successo negli
    USA con i voti per posta.
    La gente deve venire al Seggio e votare su schede cartacee
    ve lo dice uno che è da molto tempo rappresentante di Lista di F.I.
    Una volta ho consigliato essendo ad un Seggio a Firenze di tagliare il bordo delle schede che inviate in numero maggiore di quelle necessarie, prima dell’inizio delle
    votazioni , poi ritornano agli uffici comunal, i solo con un apiccola sigla . Sono venuti tre Vigili a dirmi che non si poteva fare. Eppure le Banche tagliano i bordi degli assegni già usati perchè c’è chi riesce a cancellare le firme e farli ritornare nuovi.
    Marcello Ceroti.