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Politica

Rissa a sinistra su Orsini: Furio Colombo e Gad Lerner accusano Travaglio di “putinismo” e ritirano la firma

13 mag 2022 di Marta Lima

Scoppia la rissa tra intellettuali di sinistra sul “putinismo” e l'”orsinismo”, grazie alla linea assunta dal “Fatto Quotidiano” di Marco Travaglio sulla guerra in Ucraina e le responsabilità della Nato. I collaboratori più autorevoli del giornale, prime firme della sinistra radical chic con i piedi ben piantati nell’atlantismo e poco inclini a nostalgie sovietiche, tra cui Furio Colombo, hanno preso carta e penna e hanno scritto a Travaglio, contestando la linea del giornale e chiedendo di non dare spazio a chi, a loro avviso, tiferebbe per la Russia.

Orsini e Putin, la lettera di Furio Colombo a Travaglio

Nella lettera inviata al Fatto Quotidiano e pubblicata oggi sul giornale diretto da Marco Travaglio l’ex direttore dell’Unità, il comunista con il rolex Furio Colombo, manifesta imbarazzo nel vedere la sua firma affiancata a quella di opinionisti “filo-putiniani” come Alessandro Orsini.  “È inevitabile respingere visioni che portano disorientamento e informazioni inesistenti o distorte – scrive Colombo – se compaiono accanto al tuo lavoro nel giornale per cui scrivi, fiducioso, da molti anni. Orsini ha funzionato come il frate che solleva i confratelli e i fedeli per riformare una chiesa. Dopo di lui niente è più come sembra, perché ha scosso con forza e con violenza la fiducia di chi legge e di chi scrive su un giornale su cui lascia una pesante impronta, una sorta di esclusiva”. Nel mirino di Colombo c’è anche Massimo Fini, le cui analisi, secondo il giornalista amico di Gianni Agnelli, “falsificano fino ai dettagli la storia di questo Paese e del contesto politico e umano di cui siamo parte”.

Colombo dice di non voler “essere complice” di chi ha dichiarato frasi come: “Bisogna avere il coraggio di ammettere che Putin ha già vinto”, “Hitler non aveva alcuna intenzione di far scoppiare la Guerra mondiale”. E Travaglio? Replica che sul suo giornale c’è libertà di espressione: “Caro Furio, tu non condividi quello che scrivono Fini e Orsini e immagino che la cosa sia reciproca. Io, soprattutto sulla guerra in Ucraina, non condivido ciò che scrivi tu, ma pubblico tutto ciò che scrivi. Dov’è il problema? Siamo un giornale, non una caserma. Siamo in democrazia, mica in Russia”.

Gad Lerner si schiera con i “filo-americani” del “Fatto”

“Condivido gli stati d’animo di Furio Colombo e nella sostanza, al di là dei dettagli, condivido il suo punto di vista. Ne scriverò su ‘Il Fatto’ di domani con la consueta libertà che il giornale mi ha sempre garantito”. Gad Lerner anticipa all’Adnkronos il proprio punto di vista sulla lettera aperta di Furio Colombo al ‘Fatto‘, nella quale prende le distanze da Alessandro Orsini sulla guerra Ucraina-Russia.

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