Palù fa il punto su epatiti nei bambini, Omicron, vaccini: ecco come nascono e quanto dureranno

9 Mag 2022 10:17 - di Prisca Righetti
Palù epatiti Omicron

Dall’allarme in corso per l’epatite acuta nei bambini. Passando per la pericolosità delle sotto-varianti di Omicron. Fino alla necessità di vaccini aggiornati per tutti, Giorgio Palù, professore emerito di Virologia all’Università di Padova, presidente dell’Aifa ed ex membro del Cts, risponde alle domande più ricorrenti del momento. A partire da due considerazioni importanti che l’esperto affida a un’intervista a La Stampa, sia relativamente alle epatite nei bambini. Che per quanto concerne l’epidemia di Sars-Cov-2 nelle sue insidiose mutazioni.

Palù fa il punto su epatiti nei bambini, Omicron, vaccini

La prima: la patologia epatica che affligge i più piccoli «per ora non ha avuto la diffusione che si temeva, nonostante abbia colpito soprattutto bimbi sotto i 5 anni non vaccinati contro Sars-Cov-2. La causa più probabile è l’adenovirus umano F41, già associato a forme gastroenteriche». Mentre sul Covid ipotizza: «Resterà con noi a lungo con un andamento stagionale. Fino a ottobre nel nostro emisfero la situazione dovrebbe rimanere relativamente buona con ridotta incidenza di casi e bassa pressione sui servizi assistenziali. Poi, essendo causato da un virus aereo, tornerà a preoccuparci. L’unico dato che resta allarmante è quello dei morti, perché come se ogni giorno cadesse un aereo».

Palù: epatiti, Omicron e vaccini: «Servono dosi aggiornate e farmaci sempre più efficaci»

Ne consegue, prosegue Palù nella sua disamina, che «dobbiamo avere fiducia nei vaccini attuali. Che proteggono ancora molto bene verso la malattia grave. E sperare nella ricerca affinché produca per l’autunno dosi aggiornate e farmaci sempre più efficaci». Non solo. L’esperto, facendo il punto nell’intervista al quotidiano torinese, esamina i nuovi dati dell’Istituto superiore di sanità sulle 397mila reinfezioni con Sars-Cov-2 da fine agosto, contestualizzando questi ri-contagi a dimostrazione dell’«ennesima prova che non ha senso parlare di immunità di gregge. Per farlo – risponde il professore – ci vorrebbe un virus stabile e un vaccino che copra totalmente. Da notare invece è che il virus diventa sempre più endemico e che circa il 90% delle infezioni, considerando anche i non vaccinati e i reinfettati, risulta asintomatico».

«Servirà cercare un vaccino polivalente contro tutti i coronavirus»

La vaccinazione dunque resta fondamentale? «Certamente, purtroppo l’utilità della quarta dose viene sottovalutata sia in Italia sia in altri Paesi come la Germania», aggiunge. E in autunno la faremo tutti? «L’Ema ha ricordato che per l’intera popolazione bisogna puntare su vaccini aggiornati alle varianti e sottovarianti circolanti – rimarca Palù –. Oltre a cercare nel lungo periodo un vaccino polivalente contro tutti i coronavirus. Quando i primi saranno approvati – verranno valutati probabilmente a settembre – si potranno fare».

«Omicron potrebbe variare in una variante molto diversa e più patogena»

Ma allora, perché Omicron produce tante sottovarianti? «Il Sars-Cov-2 varia continuamente in maniera casuale. Può succedere nei soggetti immunodepressi in cui l’infezione dura più a lungo o può avvenire per ricombinazione con uno scambio di geni tra due virus che infettano una stessa cellula umana o animale – osserva lo scienziato –. Il caso del passaggio di specie uomo-animale-uomo lo abbiamo già visto con il pipistrello e i visoni. Ma può avvenire anche con altre specie come criceti e furetti». E ancora. «Non possiamo escludere che Omicron muti in una variante molto diversa e più patogena, ma sarebbe un processo contrario al destino evolutivo del virus che finora ha perso virulenza non infettando più i polmoni».

Palù: «Il Sars-Cov-2 resterà con noi a lungo con un andamento stagionale»

Allora, come vede Palù l’andamento della pandemia da qui a Natale? «Il Sars-Cov-2 resterà con noi a lungo con un andamento stagionale – ipotizza l’esperto –. Fino a ottobre nel nostro emisfero la situazione dovrebbe rimanere relativamente buona. Con ridotta incidenza di casi e bassa pressione sui servizi assistenziali. Poi, essendo il Covid-19 causato da un virus aereo, tornerà a preoccuparci. L’unico dato che resta allarmante è quello dei morti: perché è come se ogni giorno cadesse un aereo»…

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