Epatite nei bambini, l’esperto del Bambin Gesù: “L’attenzione è alta. Il colpevole ancora misterioso”

6 Mag 2022 13:40 - di Redazione
epatite bambini

Epatite nei bambini: vietato abbassare la guardia. Sulle formi gravi di infiammazione acuta del fegato nei più piccoli, che hanno creato preoccupazioni soprattutto in Gran Bretagna, in questa fase «siamo molto concentrati sulla realtà nazionale». E il direttore di Epatogastroenterologia, nutrizione e trapianti di fegato dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, Giuseppe Maggiore, a dirlo all’Adnkronos Salute. In un colloquio che aggiorna sulla situazione attuale e ne spiega i motivi. A partire, purtroppo, da un presupposto che insiste a rinfocolare apprensione e dubbi.

Epatite nei bambini: il punto dell’esperto del “Bambin Gesù”

E allora: «Siamo al lavoro per cercare di capire meglio la situazione epidemiologica e avere le antenne tese. Ma non abbiamo nuovi dati. Ad oggi il fenomeno non sembra essere arrivato in Italia: i casi di epatiti a eziologia sconosciuta fino ad ora descritti non sono superiori a quelli dell’ultimo triennio», spiega Maggiore, che poi aggiunge: «Al momento non abbiamo un unico “‘sospetto privilegiato” come causa di queste malattie. Ma molti – continua l’esperto –. Questo perché le indagini sono state fatte in maniera molto approfondita nei casi che abbiamo avuto. E si è trovato, per esempio, l’adenovirus nel sangue, in alcuni casi nelle feci.

Epatite nei bambini: «È come l’indagine su un delitto. Il colpevole è ancora misterioso»

Ma, prosegue il direttore di Epatogastroenterologia del Bambn Gesù, «non è stato individuato un fattore unico. Anche perché le analisi sono state fatte in maniera molto “spinta”. E quindi si è evidenziato anche ciò che normalmente non emerge. È come l’indagine sul luogo del delitto: in questo momento c’è una folla di presenze ma va ancora individuato il vero colpevole» sottolinea Maggiore. Che al momento oltre che «ancora misterioso, è anche ben nascosto».

«L’attenzione resta alta: c’è una sorveglianza a livello istituzionale e scientifico»

Ecco spiegato perché, come Maggiore sottolinea nel suo intervento all’Adnkronos, «il livello di attenzione è alto nel nostro Paese. C’è una sorveglianza a livello istituzionale. Professionale. E di società scientifiche. Ogni settimana facciamo il punto della situazione. Difficile che possa sfuggirci l’eventuale arrivo di questo fenomeno», conclude Maggiore. Restiamo in allerta, insomma. Ma senza anticipare casi e preoccupazioni.

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