Nei canili di Roma sofferenza e morte. Gualtieri sotto accusa dopo l’incuria che ha causato la morte di Rocky

martedì 24 Maggio 17:39 - di Adele Sirocchi

Finisce sotto accusa il servizio veterinario scelto dal Comune di Roma per l’assistenza agli ospiti dei canili capitolini. L’ultimo intollerabile caso di incuria ha interessato il canile della Muratella. Dove è deceduto il cane Rocky, ospite della struttura, per inadeguata assistenza sanitaria.  Il veterinario gli aveva cambiato la cura per l’epilessia introducendo il bromuro. Il cane ha avuto crisi continue che gli hanno provocato danni cerebrali e si è spento in una clinica privata grazie ai gestori della struttura che hanno provveduto al ricovero perché il veterinario incaricato dal Comune del servizio di assistenza non ha effettuato neanche la visita. E’ il quarto decesso di un cane da un mese a questa parte, da quando cioè alla Muratella è arrivato il nuovo veterinario. Che secondo alcune fonti sarebbe sul punto di dimettersi.

I video sulla sorte di Rocky

Le crisi epilettiche del povero Rocky, riprese in video di denuncia che stanno girando sui social, hanno suscitato orrore e indignazione. Per la Lega nazionale della difesa del cane a “Roma si è toccato il fondo”.

E’ ora che la politica capitolina accenda i riflettori sui metodi fallimentari con cui il sindaco Gualtieri ha gestito l’intero sistema di affidamenti diretti dei servizi veterinari. Le associazioni di settore da tempo denunciano la totale indifferenza della giunta comunale sul problema e in particolare l’assenza di risposte da parte dell’assessore all’Ambiente Sabrina Alfonsi. Le denunce degli animalisti si susseguono attraverso i canali social: la gestione sanitaria dei canili capitolini versa nel caos più totale e i cani ospiti  non stanno ricevendo la tutela necessaria.

La denuncia dei consiglieri di FdI

I consiglieri di FdI Andrea De Priamo e Cristina Valeri mettono in dubbio la legittimità dell’affido diretto del servizio veterinario, avvenuto a fine marzo, senza che vi fosse un bando di gara.

La consigliera del Municipio VIII Simonetta Novi (Lista Calenda) riassume in un comunicato il disastro sanitario nei canili romani: “Dal primo aprile, dopo la morte dei cani Palla di Neve, Frog, Vanni e Pasqualone, arrivano tutti i giorni segnalazioni di animali non curati o trasferiti senza alcun criterio da chi è pagato per curarli. Ma, da parte del dipartimento Ambiente, non ci sono azioni conseguenti. Belen e’ stata aggredita violentemente in gabbia e il veterinario incaricato si e’ presentato a Muratella 18 ore dopo. Koda, 2 anni e mezzo, il primo maggio ha avuto violente crisi convulsive in gabbia: e’ stato ricoverato nella clinica del veterinario incaricato e dopo poche ore trasferito in un canile privato convenzionato con il Comune di Roma distante decine di chilometri da Roma. Nanuk, cui e’ stata accertata una otite cronica ad aprile 2021, e’ stato anche lui spedito nello stesso canile privato. Un cane viene sottoposto a lavaggi delle orecchie con acqua e sapone per le mani. Un corridoio del settore C di Muratella e’ stato chiuso per la presenza di una malattia infettiva, eppure tre cani di questo settore sono stati trasferiti sempre nello stesso canile periferico, con il pericolo di mettere a rischio animali di un’altra struttura”.

Le scelte fallimentari di Gualtieri

La morte di Rocky, dopo sofferenze che potevano essere evitate con una cura più adeguata, è stato l’ultimo episodio di una triste serie di eventi causati da incuria e superficialità. E’ ora che il sindaco rivolga la sua attenzione ai nostri amici a quattro zampe ospiti dei canili capitolini e ponga riparo alle sue scelte sbagliate e gravi. E’ una richiesta che non viene certo solo dal mondo degli animalisti e dei volontari ma da tutti i romani che hanno a cuore la civiltà e il rispetto per gli animali.

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