Morte David Rossi: la commissione d’inchiesta chiede di acquisire gli atti sui festini gay (video)

12 Mag 2022 20:33 - di Davide Ventola
morte David Rossi

La Commissione di inchiesta sulla morte di David Rossi ha chiesto l’acquisizione degli atti relativi a un procedimento a carico di un imprenditore di Monteriggioni (Siena) legato a festini gay a luci rosse. Dopo aver appreso da notizie di stampa del procedimento per spaccio e favoreggiamento della prostituzione a carico dell’imprenditore, a quanto si apprende, la Commissione ha deciso di chiedere l’acquisizione degli atti.

Sebbene le notizie legate al procedimento a carico dell’imprenditore non siano collegate al caso Rossi, la mossa della Commissione è certamente legata ad un approfondimento visto che, anche nel caso dell’ex manager, emerse la vicenda di presunti festini nella provincia di Siena.

Il blocco dell’utenza del pc fisso di David Rossi è stato al centro delle audizioni, che si sono svolte oggi in Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte dell’ex capo della Comunicazione di Mps. Sono stati ascoltati Massimo Steiner, già responsabile del servizio data channels, nell’ambito dell’area facility management del Monte dei Paschi di Siena, e Fabrizio Leandri, già responsabile area revisione interna di Mps.

Morte David Rossi: il giallo del pc fisso

“Sono venuto a conoscenza della morte di Rossi la sera del decesso, tramite notizie di stampa locale. Ho parlato con il mio responsabile, Marco Bernardini, la sera stessa” e “siamo andati a Rocca Salimbeni nella metà mattinata del giorno successivo”, ha detto Steiner spiegando che quella mattina, rispetto alle richieste avanzate dagli inquirenti, fece da supporto per quanto riguarda “gli apparati di telecomunicazione, il telefonino cellulare, il blackberry, l’iPad (di Rossi ndr)” e “poi mi è stato chiesto se avevamo documentazione del traffico effettuato e ricevuto sulla postazione del telefono fisso”. Riguardo al blocco del pc di Rossi Steiner ha riferito di non avere informazioni perché se ne stava occupando il suo capo con la struttura addetta a queste questioni: “Io so che è stato bloccato l’utente ma in quel momento non avevo menzione di questo fatto; ci stavano delle attività sull’accesso al computer e sul blocco delle utenze che normalmente vengono fatte in queste situazioni” perché ” è necessario preservare il contenuto di un pc”. Ma chi è stato a bloccare l’utenza “non lo so dire – ha osservato – questa attività di predisposizione e autorizzazione all’accesso e alla rete veniva svolta da un’altra struttura”.

Leandri, già responsabile area revisione interna di Mps, ha spiegato che la mattina dopo la morte di Rossi ha fatto da “coordinamento” e da “interfaccia di fronte all’autorità giudiziaria di fronte alle richieste che coinvolgevano più persone, per evitare inefficienze operative”. “Feci un lavoro di coordinamento con i responsabili delle funzioni It”, ha aggiunto ricordando che i temi posti dagli inquirenti erano “la casella mail, i file log, le tracciature degli accessi al computer e poi il tema del blocco delle utenze di Rossi”.

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