Mio Italia: «L’intesa sindacale sulle mascherine è aria fritta. Abbiamo ben altri problemi»

6 Mag 2022 15:06 - di Elsa Corsini

L’Italia è ancora in balìa della retorica e della bassa propaganda. Con la triplice e le associazioni di categoria sull’orlo di una crisi di nervi”. È l’ultimo allarme lanciato da Paolo Bianchini, presidente di Mio Italia, la rete di imprese e ospitalità. Che da oltre due anni ‘lavora’ a tutela delle imprese del comparto dell’horeca. Messe in ginocchio dalla pandemia e dalla politica miope dei governi Conte e Draghi. Anche ora sul terreno scivoloso dell’obbligo di mascherina.

Mio Italia: siamo in balìa della bassa propaganda

“Assistiamo in queste ore – dice Bianchini – allo spettacolo penoso del grande capo Landini nel dare indicazioni al governo sull’uso delle mascherine. Attraverso un protocollo che genera solo confusione e che potrebbe tra l’altro esserci utile per incartare la pizza”. Parole dure di fronte all’accordo sindacale con Palazzo Chigi che proroga di fatto lo stato di emergenza terminato, a parole, lo scorso 30 aprile. “Si accorge tardi che in occasione della Festa dei Lavoratori non ha nulla da dare in pasto né ai suoi sostenitori. Né alla stampa e allora . incalza il presidente di Mio Italia – mostra tutta la sua inconcludenza spingendo in una video conferenza un tema fine a se stesso, l’obbligo dell’uso delle mascherine sui luoghi di lavoro”. Una gamberata che costerà cara a ristorato ed esercenti commerciali.

Mascherine, l’intesa sindacale con il governo è aria fritta

Appare evidente che il protocollo d’intesa che ha visto la controfirma dei ministri Brunetta e Speranza non è niente altro che aria fritta. Fumo negli occhi per lavoratori dipendenti e opinione pubblica. In caso d’inosservanza del protocollo e in seguito ad un controllo non esiste nessuna sanzione. “Questo aspetto deve essere chiaro a tutti”, conclude Bianchi che nel centro storico di Viterbo gestisce da decenni un ristorante. Esiste già la “raccomandazione” all’uso delle mascherine nei luoghi di lavoro dal 1º Maggio e Mio Italia ha già dato massima libertà ai suoi associati nel recepirla o meno. I problemi dei nostri lavoratori e delle nostre aziende sono ben altri. E invece di affrontarli si fa ricorso sempre ad armi di distrazione di massa”.

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