Lo storico Barbero in controtendenza sulla guerra: Hitler aveva torto, ma posso citare le bombe su Hiroshima?

giovedì 19 Maggio 19:35 - di Redazione

In Russia il livello della democrazia è bassissimo ma il tema della repressione del dissenso ce lo abbiamo anche noi. Usare la grande narrazione del proprio passato per compattare il paese si è sempre fatto, lo fa la Russia e lo fanno gli Stati Uniti. E’ legittimo il dubbio che l’unificazione europea non sia stata fatta negli interessi di tutti i paesi. Tra Ucraina e Russia lo storico non deve dire chi ha ragione ma deve capire. Sono solo alcuni passaggi della lezione che lo storico Alessandro Barbero ha tenuto on line per gli studenti del liceo Torricelli di Somma Vesuviana e per la quale è finito sotto accusa sui social e non solo.

Lo storico non si schiera tra le opposte propagande:  “Entrambe le narrazioni sono false perché c’è un passato filo-nazista presente, con cui l’Ucraina dovrebbe fare i conti, ma anche la pura propaganda russa per cui l’Ucraina è tutta nazista”. Quindi ha affermato che “nella cultura politica russa l’ossessione di essere aggrediti è costante, risale ai tempi delle invasioni mongole. L’Occidente aveva promesso a Gorbaciov di non allargarsi ad est e invece ha progressivamente fatto entrare nella Nato tutti i paesi dell’Europa orientale”.

Secondo Barbero noi sentiamo la necessità morale di schierarci e quindi ricorriamo al dualismo aggressore/aggredito. ma lo storico deve capire e non emozionarsi per le sofferenze del popolo aggredito. “La storia è fatta di aggressioni e lo storico sa che farsi prendere dalle emozioni, avere come reazione principale la condivisione della sofferenza di chi è aggredito non può essere la reazione dominante. Il mio mestiere è un altro, è capire. Questo non vuol dire che non ci siano casi in cui io faccio il tifo”.

Quindi l’esempio che ha creato le polemiche maggiori: “Nella Seconda guerra mondiale i vincitori erano dalla parte giusta, ma non faccio fatica a dire che hanno commesso orrori. Che i sovietici hanno sterminato gli ufficiali polacchi nelle fosse di Katyn, che Churchill ha fatto morire milioni di indiani ai tempi della carestia del Bengala, non faccio fatica a dire che i bombardamenti aerei degli alleati sulle città italiane e tedesche siano stati indiscriminati. Tutto questo non mi impedisce di dire che c’era una parte che aveva ragione. E per fortuna ha vinto quella che aveva ragione. Anche nella guerra tra Russia e Ucraina, se uno è convinto che l’Ucraina abbia ragione va bene, ognuno fa le sue scelte emotive e morali, ma questo non deve diventare tifo da stadio”.

“E’ come se uno – ha concluso Barbero –  discutendo di Seconda guerra mondiale, siccome gli alleati avevano ragione dicesse “non voglio discutere delle bombe atomiche sul Giappone e se tu discuti la legittimità di sganciare delle bombe atomiche vuol dire che sei con Hitler”. Io non ci sto».

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