Green pass, Cardini: d’accordo con Barbero, lo Stato di diritto si assuma le sue responsabilità

martedì 7 Settembre 15:20 - di Paolo Lami

Franco Cardini, storico e saggista, si schiera apertamente con il professor Alessandro Barbero, storico e divulgatore  e i 300 docenti universitari firmatari dell’appello – che ha fatto tanto rumore più per il peso specifico di Barbero che per ciò che dice l’appello – contro l’obbligo di Green pass negli Atenei italiani. E all’Adnkronos Cardini spiega quale, a suo parere, dovrebbe essere la posizione di uno Stato di diritto come lo Stato italiano di fronte ai vaccini e rispetto al subdolo obbligo del Green Pass.

Ma Cardini rintuzza anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che ha rampognato pubblicamente gli italiani non vaccinati accusandoli indiscriminatamente di mancare ai propri doveri.

Mi trovo perfettamente d’accordo con Alessandro Barbero e i firmatari dell’appello contro il green pass in ateneo, è più che legittimo – dice esplicitamente Cardini prendendo posizione, con la franchezza che gli è propria, su un argomento, quello dei vaccini e del Green Pass così polarizzante e dirompente da aver spaccato l’Italia in due. – Contrariamente a quello che afferma anche il presidente della Repubblica, uno Stato di diritto che ritiene che un comportamento sia obbligatorio, deve renderlo tale con una legge e poi ne deve sopportare le conseguenze e assumersene le responsabilità“.

“Uno stato di diritto può chiedere a me cittadino di mettere a repentaglio la mia vita andando in guerra, e questo è perfettamente legittimo da parte sua – spiega con chiarezza Cardini criticando l’adozione del green pass. – Ma io so che lui, per quello che può, si prenderà la responsabilità se io in guerra muoio, o vengo ferito e non posso aiutare la mia famiglia. E mi aiuterà dandomi assistenza, o aiuterà la mia famiglia”.

”Qui invece – osserva Cardini – sta succedendo una cosa diversa: non si può da un lato decidere di non rendere una cosa obbligatoria, prendere però una serie di provvedimenti per cui la cosa diventa di fatto obbligatoria e, nello stesso tempo, usare questo come un modo per non volersene assumere le dirette conseguenze. Questo lo Stato non lo può fare“, avverte lo storico assumendo una posizione fortemente critica rispetto alle decisioni adottate dal governo Draghi.

Io parlo da persona che si è diligentemente vaccinata, pur avendo dei dubbi – avverte lo storico. – Ma mi sono affidato perché non sono competente. Gli esperti mi dicono che questo vaccino non è un’assoluta certezza scientifica. Allora è bene che uno Stato che decide che è bene vaccinarsi, faccia una legge, lo renda obbligatorio, e preveda le coperture contribuendo alle spese per chi da questa legge ne ricava un danno”.

“Questo – ricorda Cardini – l’esecutivo non l’ha fatto. E il presidente della Repubblica non può difendere questo operato senza ricordargli che ha il dovere di tutelare la società civile“.

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