Lagalla e la sfida per Palermo: «Io candidato di Dell’Utri e Cuffaro? Macchina del fango»

5 Mag 2022 15:34 - di Mia Fenice
Lagalla

A chi continua a dire che è il «candidato scelto da Dell’Utri e da Cuffaro», l’ex rettore di Palermo Roberto Lagalla, da ieri il candidato ufficiale a sindaco di Palermo del centrodestra, replica seccamente che è una «chiara ed evidente strumentalizzazione operata attraverso la macchina del fango». Mentre sulla decisione di convergere sul suo nome, dopo settimane di discussioni interne alla coalizione, dice: «Mi sembra un segnale politico importante e, soprattutto, una diffusa volontà di riprendere un rapporto basato più sulle cose che uniscono che su quelle che dividono». A meno di 24 ore dall’ufficializzazione della candidatura, Roberto Lagalla parla a tutto tondo in un’intervista all’Adnkronos e spiega come affronterà la candidatura da qui al prossimo 12 giugno, quando si voterà per le amministrative.

Lagalla, l’intesa raggiunta

Ieri è stato il Presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, coordinatore di Forza Italia in Sicilia ad annunciare all’Adnkronos l’intesa raggiunta. Dopo il ritiro del candidato azzurro Francesco Cascio e del centrista Totò Lentini. Subito dopo è arrivata anche la nota ufficiale: «Forza Italia ha fatto una scelta di generosità e buonsenso, mettendo da parte l’interesse personale, per consentire al centrodestra di tornare vincente e ai cittadini di Palermo di voltare finalmente pagina rispetto a questi troppi anni di degrado. Forza Italia, che pure è il primo partito della coalizione in Sicilia, ha chiesto a Francesco Cascio di rinunciare alla sua candidatura a sindaco della città di Palermo e sosterrà il progetto di Roberto Lagalla».

Lagalla e le critiche del centrosinistra

Ma ieri non sono mancate le critiche del centrosinistra, anche del candidato Franco Miceli, sugli “endorsement” arrivati nelle scorse settimane dall’ex governatore Totò Cuffaro e dall’ex senatore Marcello Dell’Utri. «Ho già detto mille volte e continuo a ripeterlo – dice Lagalla –che chi conosce la mia storia sa perfettamente qual è il mio rapporto con le istituzioni. Se poi si immagina che occorra ricorrere a semplificazioni perverse di questo genere, può valere per tutti. Perché chiunque ha certamente elementi di vulnerabilità, se li vuoi ricercare, ma che qui non ci sono».

Sulle dichiarazioni di Dell’Utri e Cuffaro

In particolare, su Marcello Dell’Utri, che di recente aveva detto: «Preferisco la candidatura di Lagalla a quella di Francesco Cascio», l’ex rettore palermitano dice: «Dell’Utri ha dato un parere espresso all’interno di un dibattito di partito (di Forza Italia ndr) che produceva effetti. Si generava da parti contrapposte in cui io ero convitato di pietra, perché estraneo al dibattito». E di Cuffaro, di cui è stato assessore regionale, Lagalla dice: «Ha scontato un proprio debito con la giustizia e oggi è l’esponente, certamente non operativo, ma è l’esponente di una forza politica che tutti hanno ricercato, a cominciare dalla sinistra».

«Superare resistenze  e preconcetti su una persona»

Parlando, poi, delle elezioni regionali, che sono state al centro delle polemiche nel centrodestra, perché Miccichè continua a rifiutare l’idea della ricandidatura di Nello Musumeci a ottobre, Lagalla dice: «Onestamente negli ultimi giorni non si è parlato, nel corso delle ultime riunioni, e come ho detto e continuo a ripetere fino all’estrema stanchezza: io credo che il tema delle regionali debba essere affrontato con lo stesso spirito con cui si è affrontato il tema delle amministrative di Palermo nell’ultima fase, cioè superando resistenze e preconcetti su una persona».

Lagalla su Musumeci

Roberto Lagalla poi aggiunge: «Ho sempre detto una cosa: chi è uscente merita di essere valutato per primo, dopo di che quello che viene dopo è motivo di ragionamento». Intanto, prosegue la campagna elettorale di Lagalla: «Sto facendo tante riunioni acquisendo informazioni sulla macchina comunale e sui bisogni dei cittadini». Mentre non risparmia una frecciata a Fabrizio Ferrandelli, candidato di +Europa e Azione, che oggi ha detto: «Lagalla e Miceli per andare nelle periferie devono usare Google», sostenendo che i due candidati non conoscerebbero i problemi delle periferie di Palermo.

«Comprendo il bisogno elettorale di Ferrandelli di buttare la campagna elettorale in caciara. Magari lo inviterò a venire con me, in modo da diventare anche un sostenitore della mia campagna elettorale…».

 

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