Un italiano racconta il lockdown di Shanghai. Meloni: «Ecco il modello cinese di società» (video)

mercoledì 4 Maggio 12:06 - di Agnese Russo
lockdown shanghai

Persone brutalmente gettate a terra per strada, porte di casa sfondate, cittadini che per strada urlano «voglio morire», mentre agenti di polizia che indossano le tute bianche anti-contagio li strattonano. Sono alcune delle scene che giungono dal lockdown di Shanghai e riprese dai cellulari di una popolazione esasperata e letteralmente ingabbiata dalla volontà del governo cinese di arrivare al contagio zero.

Il lockdown di Shangai raccontato da un italiano

A mostrarle è stata la trasmissione di Nicola Porro Quarta Repubblica, che ha raccolto anche la drammatica testimonianza di un cittadino italiano a Shanghai, Jacopo Luci. «Hanno montato le gabbie per non far uscire le persone di casa, chi commette violazioni va incontro a denunce e galera e in casi particolarmente gravi è prevista la pena di morte», spiega Luci, che è chiuso in casa da 30 giorni, «ma c’è anche chi lo è da 50-55 giorni». «Se trovano un positivo lo portano via e la quarantena si allunga per tutti di 14 giorni. Vogliono arrivare al contagio zero, per il resto non sappiamo quando finirà», chiarisce il ragazzo, raccontando che la fornitura di cibo e medicinali è in capo al governo, ma spesso non arriva e talvolta finisce trafugata da chi dovrebbe consegnarla. E che non sono rari i casi di anziani che non ce la fanno o persone che non reggono e si suicidano.

Meloni: «Ecco il modello cinese di società»

«Gabbie per non far uscire di casa le persone, denunce e galera per chi protesta, uomini e donne trovati morti suicidi nelle proprie case. Questo è il vergognoso scenario che vede oggi i cittadini di Shanghai ridotti a prigionieri», ha commentato Giorgia Meloni rilanciando sui suoi social il filmato, intitolato da FdI «I metodi dittatoriali del lockdown cinese. Disumano». «E pensare – ha concluso la leader di FdI – che qualcuno qui in Italia ha pensato che a un virus cinese si dovesse rispondere con un modello cinese della società».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *