Crosetto sulla Meloni: «In tanti invidiano Giorgia. Faranno di tutto per non mandarla a Palazzo Chigi»

3 Mag 2022 9:05 - di Ginevra Sorrentino
Crosetto Meloni

L’onestà intellettuale. La libertà di dire comunque come la pensa. E la coerenza di un’analisi che parte dal racconto di un percorso politico vissuto in prima persona e condiviso nel confronto. È in questo orizzonte di pensiero e di azione che Guido Crosetto ci ha abituato ad ascoltarlo e ad apprezzarne capacità di dialogo e di approccio alla discussione. Lo stesso che ritroviamo anche oggi in un’intervista al Corriere della sera in cui, senza infingimenti retorici o concessioni a perifrasi e barocchismi dettati da necessità diplomatiche affronta il tema della spaccatura nel centrodestra, la sua disamina e, soprattutto, i ruoli dei protagonisti in campo: a partire da Giorgia Meloni. Di cui, proprio nell’incipit della conversazione giornalistica, l’imprenditore piemontese, amico e storico co-fondatore di Fratelli d’Italia, esordisce dicendo: «Glielo dico con tristezza. Il problema con Giorgia è che la invidiano in troppi».

Crosetto, l’intervista del “Corriere della sera” su Giorgia Meloni

Un’intervista in cui Crosetto, tra ricostruzioni e considerazioni, definisce con sincerità e lucidità, le tappe di un percorso che ha portato alle divisioni di oggi nel centrodestra, a partire dal nodo nevralgico che, a detta sua, ingarbuglia la matassa di incomprensioni e strappi. A partire dal dialogo interrotto tra Giorgia Meloni e il leader della Lega, rispetto a cui l’ex sottosegretario alla Difesa nel Governo Berlusconi chiarisce subito: il problema dell’invidia che circonda la numero uno di Fdi non riguarda solo Salvini. «Tutti. Tutti invidiano il percorso che ha compiuto». E all’intervistatore che prova ad eccepire, spiega anche il perché, asserendo: «Mi dica lei quanti politici avrebbero avuto il coraggio, poco prima delle elezioni politiche, di mollare un porto sicuro e fondare un partitino come Fratelli d’Italia. Che dieci anni dopo è il primo o secondo partito italiano. Tutti si scoprono coraggiosi sempre dopo il voto, col posto al caldo e la legislatura davanti. Giorgia lo fece prima delle elezioni del 2013».

Quando Giorgia mi trascinò nell’avventura di Fratelli d’Italia…

Un’avventura in cui il cofondatore di Fratelli d’Italia fu «trascinato» dalla Meloni – racconta – confidando al Corriere: «Partì tutto dalla foto in cui la presi in braccio». E in un momento in cui, spiega, «in pochi lo ricordano, ma eravamo avversari. Entrambi candidati alle primarie del Popolo delle libertà, difendevamo quella consultazione che Berlusconi aveva appena cancellato. A pochi chilometri da noi, un altro pezzo di classe dirigente del Pdl si riuniva in un teatro per lanciare l’operazione Monti premier». «La pagaste cara», sottolinea l’intervistatore. «Prendemmo meno del due per cento», replica Corsetto. Poi aggiunge: «Berlusconi sponsorizzò anche La Destra di Storace pur di farci rimanere sotto il quorum». Ma, come sottolinea una volta di più l’imprenditore in prestito alla politica, «il rapporto personale con Giorgia viene prima della politica». Un rapporto, il loro, basato sulla stima reciproca e sul confronto libero («Io sono stato abituato a dire e fare quello che voglio ovunque, si figuri se potrei stare zitto nel perimetro di un partito che ho fondato» spiega Crosetto al Corriere).

Crosetto: Meloni, fascismo e antifascismo: «Gli strumenti degli avversari politici per attaccarla»

Una linea di partenza comunque, quella che avvicina la Meloni all’amico Crosetto, che chiarisce e rivendica chiaramente la distanza da «certa gentaglia – ribadisce – che ha cercato di avvicinarsi a FdI, sperando di trovare un posto per fare i nostalgici del braccio alzato. E che non è mai stata tollerata da nessuno: in primis da Giorgia. Sono gli strumenti che servono agli avversari politici della Meloni per attaccarla. Senza questi non saprebbero a che cosa appigliarsi». Avversari che fingono di dimenticare quello che Crosetto ribadisce nell’intervista: «Giorgia Meloni ha fatto la svolta di Fiuggi di An. Ha giurato sulla Costituzione da ministro. E ha fatto il vicepresidente della Camera senza che mai, nell’esercizio di queste funzioni della Repubblica, qualcuno avesse da ridire. Questa storia del fascismo gliela tireranno addosso sempre, non ha scampo».

«Palazzo Chigi? Secondo me faranno di tutto pur di non mandarcela»…

Pur essendo stata chiara, la Meloni, «sulla condanna delle leggi razziali e del Mussolini dittatore. Senza esitazioni» ribadisce Crosetto. Che poi, sull’antifascismo militante, aggiunge: «Dice di aver conosciuto soprattutto quello della violenza dei centri sociali». E allora: «Chi sono i nemici di Giorgia Meloni nel centrodestra? «Tutti dicono Salvini – replica netto l’imprenditore di Cuneo –. Ma io penso che saranno alleati sempre. Secondo me, è più invisa a un pezzo di Forza Italia che vorrebbe allearsi con il Pd per avere la certezza di governare a vita». Che poi entra nel vivo della questione rispondendo all’ultima domanda: «Col centrodestra in maggioranza e Fratelli d’Italia primo partito, la manderanno a Palazzo Chigi?». «Vuole la verità? Secondo me faranno di tutto pur di non mandarcela»…

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