Crosetto: «Rotondi su Meloni leader? È un democristiano, vede più lungo degli altri»

27 Apr 2022 19:09 - di Agnese Russo
crosetto meloni

«Come al solito i democristiani sono più intelligenti e vedono più lungo degli altri». Guido Crosetto commenta con una battuta l’invito di Gianfranco Rotondi a mettere alla prova Giorgia Meloni e «aiutarla a vincere» per far vincere il centrodestra. Poi però si sofferma sul senso di quella riflessione, sottolineando che «Rotondi ha capito che il leader che può guidare al meglio il centrodestra in questo momento è Giorgia, perché ha fatto un percorso politico, che parte dalla gavetta, che l’ha portata della destra alla guida dei Conservatori europei». Un percorso di cui la Conferenza programmatica che si terrà a Milano da venerdì a domenica è una nuova tappa, perché, sottolinea Crosetto, «Meloni vuol provare a parlare a tutta quella parte del Paese che non è di sinistra e che vuole tagliare le catene che legano il Paese al declino costante».

Una Conferenza programmatica sui «temi concreti»

La Conferenza programmatica sarà, dunque, l’occasione per offrire una visione chiara del Paese. Per offrire la visione che FdI ha per il Paese e farlo insieme ai tanti che la condividono. Crosetto parlerà di lavoro, «un tema concreto». Come concreti sono i temi cari a Meloni. Lei, sottolinea l’imprenditore, «parla di cose, di energia, famiglia, natalità, periferie, disagio, non certo di persone, di Bartali o di Coppi. Lei – aggiunge – fa politica e chi fa politica parla di programma e di governo, nel caso in cui dovesse governare…».

Tre giorni per «parlare di politica e scalzare i tecnici»

Dunque, è pronta per Palazzo Chigi? «Intanto – risponde Crosetto – si rapporterà con l’elettorato in modo serio. Della serie: ”Io, se vengo eletto, voglio fare queste cose per il Paese e vi dimostro che non lo racconto solo io, ma lo faccio raccontare anche da tante altre persone che con me condividono questa strada». E a questo servirà la tre giorni di Milano, «a parlare di cose e di programma» con l’obiettivo di «parlare finalmente di politica e di scalzare i tecnici».

L’amarcord di Crosetto: «Da quel giorno che la presi in braccio…»

Meloni «da quel giorno che la presi in braccio è molto più pesante. Non certo fisicamente ma politicamente e culturalmente. In dieci anni è diventata il maggiore leader politico del Paese», prosegue Crosetto, ricordando con l’Adnkronos quando il 17 dicembre 2012 al termine delle “Primarie delle idee” la prese in braccio, dando vita a una immagine che sarebbe rimasta a suo modo iconica. «È cresciuta e con lei Fratelli d’Italia», fino al punto che, guardando più avanti degli altri, un vecchio democristiano la vede pronta per la leadership del centrodestra e del Paese.

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