Il costituzionalista Celotto: «Il presidenzialismo si può fare, lo dirò alla Conferenza programmatica di FdI»

mercoledì 27 Aprile 18:12 - di Redazione
conferenza programmatica fdi

«Giorgia Meloni mi ha invitato a Milano e ci vado volentieri come esperto di istituzioni a parlare di riforme costituzionali e di presidenzialismo in particolare…». Alfonso Celotto, docente di diritto costituzionale alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Roma 3, è tra gli invitati alla Conferenza programmatica di Fratelli d’Italia. Alla tre giorni di incontri e dibattiti promossa da FdI dal 29 aprile al 1 maggio a Milano, porterà il suo contributo di giurista e costituzionalista, soprattutto in materia di elezione diretta del presidente della Repubblica.

Celotto alla Conferenza programmatica di FdI

«Quando c’è da parlare di temi giuridici, io sono sempre disponibile. Così come sono stato all’ultima Leopolda a parlare di riforma della giustizia e la settimana scorsa sono intervenuto al convegno sul presidenzialismo al Senato, domenica sarò all’iniziativa di FdI», ha detto Celotto, intervistato dall’agenzia di stampa Adnkronos in merito alla sua partecipazione alla Conferenza programmatica di FdI. «Io penso che l’elezione diretta del capo dello Stato sia una riforma costituzionalmente possibile», ha aggiunto, indicando il percorso da cui partire.

Il modello di sindaci e governatori

«La Costituzione del ’48 – ha ricordato Celotto – ha scelto come modello il parlamentarismo, ovvero i cittadini eleggono l’Assemblea e l’Assemblea elegge il governo. Negli ultimi 30 anni abbiamo reso presidenziali i sindaci e i governatori delle Regioni, assicurando maggiore governabilità e così dovremmo fare anche per la scelta della massima carica dello Stato, al fine di assicurare maggiore governabilità».

«Il presidenzialismo si può fare»

Numeri alla mano, infatti, ha sottolineato il costituzionalista, «i governi di coalizione sono sempre più fragili: abbiamo avuto 66 governi in 74 anni per una durata media 14 mesi». Con il sistema presidenziale, invece, e lo dimostrano le Regioni, una volta eletto il governatore, «sicuramente ci sono meno problemi di governabilità e coesione della maggioranza». «Certo, quella presidenziale è una riforma ampia e servono necessariamente bilanciamento e contrappesi costituzionali, ma – ha concluso Celottosi può fare».

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