Con l’evoluzione di Omicron a rischio l’immunità di gregge e l’utilità dei vaccini. Lo studio

mercoledì 4 Maggio 16:49 - di Milena Desanctis
Omicron

«La continua evoluzione di Omicron», in sottovarianti che il virus Sars-CoV-2 genera «per eludere specificatamente gli anticorpi indotti dall’infezione da BA.1» detta Omicron 1, prima versione del mutante ormai dominante nel mondo sotto forma di Omicron 2 (BA.2), «pone grandi sfide all’immunità di gregge» contro Covid-19. «E suggerisce che richiami fatti con vaccini mirati su BA.1 potrebbero non essere l’ideale per ottenere una protezione a largo spettro». A mettere in discussione l’utilità dei prodotti-scudo aggiornati per contrastare Omicron 1, in sperimentazione presso diverse aziende farmaceutiche, è uno studio cinese diffuso sulla piattaforma pre-print “bioRxiv”.

I risultati dello studio

Il lavoro – commenta su Twitter il cardiologo e scienziato americano Eric Topol, direttore e fondatore dello Scripps Research Translational Institute, docente di Medicina molecolare – offre «una prima valutazione della fuga immunitaria» di BA.2.12.1, sottovariante che sta complicando la lotta a Covid negli Usa, e delle Omicron 4 e 5 (BA.4 e BA.5) che in Sudafrica stanno alimentando i timori di una quinta ondata epidemica. «Rispetto a BA.2 – spiegano gli autori in un passaggio – BA.2.12.1, BA.4 e BA.5 mostrano una fuga immunitaria più forte dal plasma dei vaccinati con 3 dosi e, più sorprendentemente, dei convalescenti BA.1 vaccinati».

Le caratteristiche delle “figlie” di Omicron

Sulla base delle evidenze ad oggi disponibili, Topol riassume le caratteristiche delle ultime “figlie” di Omicron. Rispetto a BA.2 (già il 30% più trasmissibile di BA.1), BA.2.12.1 viene indicata come più contagiosa di un 25%, mentre BA.4 e BA.5 del 10% circa. Quanto alla capacità di “bucare” l’immunità, se per BA.2 il potere di fuga immunitaria viene indicato con un segno +, per BA.2.12.1 e BA.4/5 è quantificato in tre segni +, quindi tre volte tanto. Ancora da valutare l’efficacia precisa di due o tre dosi di vaccino contro il rischio di ricovero per BA.2.12.1 e BA.4/5, calcolato all’83% e al 50% rispettivamente per BA.2.

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