Cancel culture, ultima follia: libri per bambini dati alle fiamme in una “cerimonia di purificazione”

martedì 31 Maggio 11:00 - di Adriana De Conto
Cancel culture libri bambini

Cancel culture, parte il grido di dolore degli scrittori per l’infanzia, che squarciano il muro del Pensiero Unico. Siamo al rogo dei libri che urtano  il conformismo, siamo alla “strage” in particolare dei libri per bambini. Il grido di dolore viene dall’Inghilterra, da  Anthony Horowitz, uno dei più popolari autori di libri del settore dei più piccoli. Al New York Times ha dichiarato che gli editori di libri per bambini sono i più spaventati dalla cancel culture. Racconta di essere rimasto “scioccato” quando gli è stato detto cosa non poteva scrivere nel suo ultimo libro per i lettori più giovani. “Sono molto, molto spaventato dalla cancel culture”, ha detto all’Hay Festival. “Penso che ciò che sta accadendo agli scrittori sia estremamente pericoloso, quando certe parole sono nascoste e certi pensieri non sono più ammessi, ciò ovviamente ha a che fare con il genere o con l’etnia”. Ha anche detto che ha avuto bisogno di riscrivere ampiamente il suo ultimo libro, Where Seagulls Dare: A Diamond Brothers Case“.

Cancel culture: 5000 libri distrutti in una cerimonia “di purificazine”

Il Foglio ci informa delle ultime follie e  a quale livello preoccupante si stia arrivando: siamo al rogo dei libri presuntamente non in linea con il politicamente corretto, siamo all’Inquisizione. Non è una metafora: “In Canada, Asterix il Gallo , Tintin il belga e Lucky Luke il cowboy americano sono stati dati alle fiamme nelle scuole dell’Ontario ( Tintin in Congo di Hergé è diventato praticamente introvabile in America). Cinquemila libri per bambini sono stati distrutti in una “cerimonia della purificazione”– leggiamo sul quotidiano diretto da Cerasa- . Sono stati mandati al macero numerosi libri del famosissimo scrittore per bambini Dr. Seuss perché considerati “razzisti”.

I libri per bambini nel mirino della cancel culture

Girando il mondo, ci ritroviamo in Svezia. Addirittura le autorità svedesi di Botkyrka hanno rimosso dalle biblioteche Pippi Calzelunghe a causa di contenuti “razzisti”. Già da tempo la simpatica ragazzina dai capelli rossi era nel mirino dei gendarmi della scrittura “corretta”. Rea di avere un padre capitano di navi che in uno dei libri della Lindgren approdava nell”isola di Cip-cip, popolata da “negri” (scrive così l’autrice); descritti in modo stereotipato, secondo le vestali dell’ortodossia. Dalle biblioteche inglesi, poi, stanno scomparendo i libri per l’infanzia di Roald Dahl e classici come Ali Babà e i quaranta ladroni . “Un libro della serie di “Capitan mutanda” (80 milioni di copie vendute in tutto il mondo) è stato di recente ritirato dalle vendite in America e l’autore per bambini Dav Pilkey si è scusato per i suoi “dannosi stereotipi razziali”. Il libro, intitolato Le avventure di Ook e Gluk , è stato pubblicato per la prima volta nel 2010 e ora proprio l’editore Scholastic ha detto che rimuoverà il libro dalle biblioteche, dalle scuole e dalle librerie”.

Il Pensiero Unico: “rieducare” fin da piccoli

Il Telegraph racconta che il popolare libro per bambini della serie Biff, Chip e Kipper” è stato appena ritirato. Erano giunte lamentele per il modo in cui è ritratto il popolo musulmano, secondo alcuni,  razzista: i giovani protagonisti si trovano  in una terra straniera con l’aiuto di una chiave magica. I bambini si ritrovano in un affollato mercato di strada, che sembra essere da qualche parte in medio oriente, dove gli uomini indossano turbanti bianchi e una donna è vestita con un niqab. Che c’è di male? eppure l’editore ha dichiarato: “Il libro è stato completamente ritirato dalla stampa e abbiamo distrutto il nostro stock rimanente, sebbene un piccolo numero di copie possa ancora rimanere nella catena di approvvigionamento. Il Times ricorta  che “milioni di bambini si siano formati in Inghilterra sui libri di “Biff, Chip e Kipper” (ne esiste anche una edizione italiana). Ma adesso è tempo di rieducazione. Il vento della follia avanza.

La nuova versione del “Piccolo principe”

Recentemente abbiamo appreso sgomenti che era stata vietata la favola di Cappuccetto Rosso perché sessista. Ma le notizie giungono a valanga Nella biblioteca di una scuola catalana, l’associazione delle madri e dei padri (AMPA) ha ritirato 200 titoli (Il 30% del fondo della biblioteca) considerati tossici, perché privi di una prospettiva “di genere”. Ha fatto rumore il  caso di una  versione de Il piccolo principe, intitolata La principesa. Gli autori dicono che oltre a essere una traduzione di genere, la protagonista femminile viaggia verso pianeti in cui qualsiasi lavoro è svolto indistintamente da uomini e donne; e la rosa della versione originale si è trasformata in un garofano. Ma che senso ha tutto cio?

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