La faccia tosta di Tony Blair: invase l’Iraq con false prove sulle armi, oggi critica Putin sull’Ucraina

lunedì 23 Maggio 10:18 - di Robert Perdicchi
Oggi l'ex premier britannico Tony Blair fa la morale a Putin sull'invasione dell'Ucraina. Ma nel 2003 l'operazione Iraq per lui fu disastrosa

Nel 2015 l’idolo della sinistra mondiale, e anche italiana, Tony Blair, aveva ammesso i suoi catastrofici errori, come quello di invadere l’Iraq di Saddam Hussein nel 2003, con le truppe britanniche a sostegno di quelle americane, sulla base di false prove sull’esistenza di arsenali chimici. Oggi l’ex premier britannico fa la morale a Putin sull’invasione dell’Ucraina.

“Mi scuso per il fatto che l’intelligence da noi ricevuta al riguardo fosse sbagliata. E mi scuso – disse Blair – per alcuni degli errori che abbiamo fatto nella pianificazione e, certamente, per il nostro errore nel non comprendere cosa sarebbe accaduto in Iraq una volta che Saddam fosse stato rimosso dal potere. Ma faccio fatica a scusarmi per avere rimosso Saddam”. E anche per aver scatenato una nuova ondata, pesantissima, di terrorismo islamico. Errori clamorosi, storici, epocali. Eppure Blair pontifica ancora sui giornali italiani, anche sulla guerra in Ucraina…

Tony Blair contro Putin: “Aggressione ingiustificata”

“Noi dovremmo preoccuparci di arrivare alla fine del conflitto e l’Italia ha fatto delle proposte al riguardo in questi giorni. Le basi devono essere che la Russia non ottenga dei vantaggi da questa aggressione e avere il consenso del popolo ucraino”, dice l’ex premier britannico Tony Blair in un’intervista al Corriere della Sera, in cui afferma che “questa è stata un’aggressione non giustificata”.

“Avendo incontrato spesso il presidente Putin nelle prime fasi della sua presidenza quest’idea che sia stato circondato da potenze ostili, che l’America, il Regno Unito e l’Europa stessero cercando di umiliare la Russia, quest’idea è infondata – dice – L’accerchiamento non è reale, è nella sua mente purtroppo. Se si riuscirà a negoziare una fine del conflitto su basi giuste, dobbiamo farlo”.

“A darmi ansia oggi è assistere a un’invasione che appare il prodotto di un errore di valutazione, di una totale incomprensione del mondo – prosegue Blair – La mia fondazione ha un progetto in Ucraina e sono stato lì ogni anno da quando mi sono dimesso da premier. Nessuno che conosca il Paese e abbia familiarità con la sua gente può pensare che avrebbero accolto con favore un’invasione. Eppure Putin era convinto del contrario e nessuno del suo entourage lo ha fatto ragionare. Quindi Putin ora è circondato da persone che non osano dirgli la verità. Questo è pericoloso”.

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