Ultimo paradosso grillino del reddito di cittadinanza: i navigator restano senza lavoro

mercoledì 27 Aprile 10:43 - di Giorgia Castelli
navigator

Ultimo paradosso del reddito di cittadinanza: 1.874 navigator resteranno senza lavoro. Avevano il ruolo di supportare i centri per l’impiego nella creazione e realizzazione di un percorso rivolto ai beneficiari del reddito di cittadinanza. E ora a ritrovarsi senza occupazione saranno proprio loro. Dal primo maggio saranno disoccupati. Ieri sono scesi in piazza a Roma a poche ore dal nuovo tavolo tra sindacati e ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che oggi dovrà decidere la proroga o lo stop ai contratti nati con il reddito di cittadinanza nel 2019. Una proroga, la terza, che in sé non esaurirebbe le richieste dei sindacati ma che darebbe il tempo al governo di reperire risorse e individuare soluzioni per una stabilizzazione dei precari. Ma sindacati e navigator sono scettici.

Navigator, sindacati in presidio permanente

Ieri Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp hanno dato vita ad un presidio permanente davanti al ministero della Funzione Pubblica ma il ministro Brunetta non li ha ricevuti e i sindacati l’hanno contestato. Il presidio oggi si sposterà davanti al dicastero del Lavoro per scandire il nuovo incontro sindacati-Orlando. «Qualora non si giungesse a una soluzione soddisfacente neppure in quella sede, i lavoratori continueranno la mobilitazione anche nei giorni a seguire, in formule e modalità che saranno man mano stabilite dalle organizzazioni sindacali», spiegano unitariamente i sindacati.

I sindacati: «La mancanza di soluzione nasconde lo scontro politico sul reddito di cittadinanza»

«La mancanza di soluzione nasconde lo scontro politico sul reddito di cittadinanza», dice a Repubblica il leader Uil Piepaolo Bombardieri. «Assurdo non stabilizzare un personale altamente qualificato che ha superato una selezione pubblica e su cui l’amministrazione ha investito per tre anni proprio quando il Paese deve rilanciare le politiche attive del lavoro per declinare il Pnrr. E poi la guerra tra poveri ingaggiata dalle Regioni che preferiscono i loro precari ai navigator è sbagliata e controproducente».
Anche Tania Scacchetti, segretaria confederale Cgil, si legge sul quotidiano, ritiene «assurdo privarsi di queste professionalità e disperdere competenze proprio alla vigilia di un investimento epocale nelle politiche attive grazie al Pnrr e a fronte di un bisogno reale del Paese». Luca Barilà, segretario generale della Felsa Cisl, osserva il «paradosso della facoltà di riserva nei concorsi regionali che arriverà, se arriverà, non in costanza di lavoro perché i navigator saranno disoccupati dal primo maggio ed eventualmente ripescati solo dopo, una volta usciti dal sistema».

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