Ucraina, Calenda rompe il fronte pro-Kiev: «No all’invio di armi offensive. Si rischia l’escalation»

mercoledì 20 Aprile 11:17 - di Redazione
Calenda

«Sono contrario all’invio di armi offensive a lunga gittata all’Ucraina». Lo ha detto Carlo Calenda ad Agorà, trasmissione di RaiTre. «Il primo obiettivo – ha spiegato il leader di Azioneè quello di evitare una escalation che ci porti direttamente in guerra con la Russia continuando a supportare l’Ucraina soprattuto con missili portatili anticarro e antiaereo. In ogni caso – ha aggiunto -, sono molto preoccupato». Calenda non fa infatti mistero di ritenere la pace in Europa appesa ad un filo molto esile. «Se un bombardamento aereo passato dalla Polonia o da un altro Paese europeo arriva su territorio russo – avverte –, il rischio di un attacco russo contro la Polonia o un altro Paese europeo c’è e in quel caso c’è automaticamente la guerra».

Così Calenda ad Agorà

L’ex-ministro dello Sviluppo economico non ha parlato solo della guerra nell’est dell’Europa, ma anche di politica nazionale. Il governo è sempre più avviluppato in polemiche sterili e sembra stare in piedi più per l’ostinazione dei parlamentari a completare la legislatura che per convinzione politica. Chi non ha dubbi è proprio Calenda, schierato apertamente con Mario Draghi, nonostante l’immagine del premier si sia negli ultimi tempi abbastanza sbiadita. Ne fa fede lo strattonamento quotidiano cui lo sottopongono i partiti della maggioranza. Ma il leader di Azione non ne sembra preoccupato più di tanto. Anzi: «È certo che il governo completa la legislatura. Quello cui stiamo assistendo è solo la necessità dei partiti di mettere una bandiera».

«Sul fisco Draghi vada avanti: lo seguiranno tutti»

Un riferimento, neanche tanto velato, alla battaglia ingaggiata dal cosiddetto centrodestra di governo contro la riforma del catasto. Il sospetto che dietro i nuovi estimi si annidi una nuova stangata a danno della proprietà immobiliare, già gravata da una serie infinita di balzelli, tiene in allarme tanto Salvini quanto Berlusconi. Ma anche su questo punto Calenda è in sintonia con Palazzo Chigi. «Sul catasto – assicura – non è previsto nessun aumento per le tasse ma solo la ricognizione su 1 milione e 200mila immobili che non esistono per il catasto. Non esisteva lo stadio Olimpico per il catasto! Una follia da Paese del Terzo mondo. Sono tutte cose in cui ognuno vuole alzare una bandierina, è l’inizio della campagna elettorale. Ma se Draghi tirerà dritto – conclude Calenda – gli andranno dietro tutti».

 

 

Commenti

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  • Franco 21 Aprile 2022

    Finalmente qualcuno che ha capito la vera situazione. Possibile che gli altri non capiscano? Il gioco fa bene agli USA non a noi e l’Eurooa