Ucraina, il mediatore Orban: «Putin possibilista su vertice in Ungheria con Macron e Scholz»

mercoledì 6 Aprile 20:06 - di Redazione
Orban

Viktor Orban ci prova. Reduce da un chiarissimo successo elettorale, il quarto consecutivo, il premier ungherese conquista la ribalta anche sulla scena internazionale. In conferenza stampa ha infatti riferito di aver parlato con Vladimir Putin esortandolo a dichiarare «un cessate il fuoco immediato» e di averlo invitato a Budapest insieme al francese Emmanuel Macron e al tedesco Olaf Scholz. «La sua risposta è stata positiva – ha detto -, ma con delle condizioni». Difficile prevedere come la Ue e gli Usa, soprattutto, valuteranno l’iniziativa di Orban. Chi oggi ha parlato con il presidente magiaro è il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, che ne ha dato notizia in un tweet.

Orban ha esortato il russo a dichiarare il “cessate il fuoco”

«Gli alleati della Nato – vi si legge – sono uniti nella condanna della brutale guerra della Russia contro una nazione sovrana e indipendente. Siamo pronti per il lungo periodo, sostenendo l’Ucraina, rafforzando le nostre sanzioni e aumentando le nostre deterrenza e difesa». Misure, queste ultime, destinate a scontrarsi con l’indisponibilità del governo ungherese. Orban ha infatti condannato l’aggressione dell’Ucraina, ne ha riconosciuto la sovranità, ha accolto i suoi profughi ma non ha voluto di saperne di sanzioni a Mosca. Posizione ribadita oggi dal segretario di Stato Zoltan Kovacs: «Budapest non sarà favorevole a un’espansione delle sanzioni su gas e greggio russo».

«Budapest disponibile a pagare il gas in rubli»

Di più: Orban ha anche fatto sapere che è disponibile a pagare il gas russo in rubli: «Non abbiamo difficoltà se i russi ce lo chiedono». A scanso di equivoci, ha comunque ribadito che la sua permanenza nell’Europa è fuori discussione: «Immaginiamo il nostro futuro nella Ue e siamo e rimarremo membri della Nato». Dichiarazioni se vogliamo ambigue, ma tipiche di chi ambisce a guadagnarsi la credibilità del mediatore. Certo, l’Ungheria non ha la “taglia” giusta per poterlo fare. E questo spiega perché Orban abbia allegato il tavolo a chi invece ce l’ha come Francia e Germania. Nel frattempo, il ministro degli Esteri, attraverso l’ambasciatore ucraino a Budapest, ha trasmesso una nota di protesta a Kiev. «I leader ucraini – è il senso del messaggio – smettano di insultare l’Ungheria e prendano atto della volontà del suo popolo».

 

 

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