Ucraina, altre armi dagli Usa e dall’Italia che invia i blindati Lince. Zelensky chiede ancora armamenti

sabato 16 Aprile 9:33 - di Francesco Severini
armi

Arriverà nelle prossime ore il primo volo dagli Stati Uniti con le nuove forniture di armi annunciate da Joe Biden due giorni fa. Per un valore totale di 800 milioni di dollari. Lo ha reso noto una fonte della Difesa americana, secondo cui il carico arriverà alla frontiera ucraina e poi sarà portato nel Paese.

Nel nuovo pacchetto di aiuti deciso dal presidente ci sono anche elicotteri Mi-17, 18 cannoni Howizter da 155 mm e 300 droni Switchblade, oltre a varie armi e munizioni.

Nuove armi dall’Italia con un decreto che sarà secretato

Le forniture di armi italiane arriveranno più avanti, perché – come sottolinea Il Giornale – il decreto interministeriale di Difesa, Esteri ed Economia non dovrebbe vedere la luce prima di metà della prossima settimana. Anch’esso – come il primo provvedimento di inizio marzo – resterà secretato e sarà visionabile solo dal Copasir.

E’ sui rifornimenti di armamenti – specifica Il Giornale – che, in queste ore, punta l’Occidente. “Con la consapevolezza che le prossime ore potrebbero essere decisive per le sorti del Donbass e, forse, dell’intero conflitto tra Russia e Ucraina. Ecco perché la Nato si sta adoperando per l’invio di carri armati al confine ucraino e perché l’Italia sta mettendo a punto un secondo decreto interministeriale per mandare armi. Tra cui missili anti-carro, mezzi blindati Lince e munizioni. Un provvedimento, spiega il sottosegretario alla Difesa Mulé, che «arriverà nei prossimi giorni»”.

Zelensky: più armi ci date prima arriverà la pace

Mentre le trattative sono in stallo, la linea bellicista è sostenuta soprattutto dal presidente del paese aggredito, Zelensky, che continua a chiedere più armi, come ripete ossessivamente anche il ministro degli Esteri ucraino Kuleba.

“Io ho molte più informazioni rispetto ai media sulle intenzioni e le capacità dell’esercito russo – ha detto Volodymyr Zelensnky – E sul potenziale dell’economia russa, sullo stato emotivo della società in Russia”.

Secondo il presidente ucraino due fattori determineranno la durata del conflitto, quello militare e quello economico. “Il successo dei nostri militari sul campo di battaglia è veramente significativo, storicamente significativo. Ma non è ancora abbastanza per ripulire il nostro territorio dagli occupanti. Li batteremo”, ha rivendicato Zelensky. Che poi ha parlato delle sanzioni contro la Russia, “molto importanti, economicamente dolorose”, ma anche qui “non è ancora abbastanza per lasciare la macchina militare russa senza mezzi di sussistenza, ne incoraggiamo di più forti e distruttive”.

Infine, il nuovo appello del presidente parlando della durata della guerra: “Se qualcuno dice, anni e anni, vi rispondo che potremmo ridurre i tempi della guerra, più armi arriveranno di quelle richieste e prima arriveranno, più forte sarà la nostra posizione e prima arriverà la pace“.

 

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