Rai3, una striscia quotidiana per Marco Damilano. FdI: “TelePd, preparano la campagna elettorale”

5 Apr 2022 9:57 - di Federica Parbuoni
damilano rai3

Salutato con grande «soddisfazione» dall’amministratore delegato Carlo Fuortes e dal direttore dell’approfondimento Mario Orfei, l’approdo di Marco Damilano a Rai3 per una striscia di informazione quotidiana, che prenderà il via da settembre, ha suscitato proteste sia internamente alla Rai sia nelle forze politiche. La chiamata dell’ex direttore dell’Espresso, infatti, è stato sottolineato, da un lato rappresenta l’ennesimo schiaffo alle risorse interne all’azienda e dall’altro la sempre più forte caratterizzazione di Rai 3 come «TelePd». Non solo: la nuova trasmissione, che andrà in onda alle 20.35 e durerà dieci minuti, rappresenta anche una forma di concorrenza interna alla stessa Rai, poiché si sovrapporrà al Tg2 Post. E, non a caso, il comitato di redazione della testata, supportato anche Usigrai, ha espresso «stupore» per la decisione.

Protesta l’Usigrai: «Non se ne comprende la logica»

«In un momento in cui l’ad Carlo Fuortes chiede sacrifici agli interni, ci sembra paradossale che all’improvviso ci siano i soldi per pagare l’ex direttore de L’Espresso, che è un giornalista esterno, quindi con un aggravio di costi per l’azienda», ha commentato in una nota l’esecutivo del sindacato dei giornalisti Rai. «Come si è giunti alla scelta di Damilano? Il direttore Mario Orfeo, prima di ricorrere a un esterno, ha valutato i curricula degli interni?», ha quindi chiesto l’Usigrai, sottolineando anche che «non si comprende la logica di sovrapposizione di palinsesto» con il Tg2 e che «la nuova organizzazione per generi così parte male e invece di migliorare l’offerta apre la strada ad una concorrenza interna che non giova al prodotto di informazione della Rai».

Lettera22: «Operazione da Prima Repubblica»

Sul tema è intervenuta anche l’associazione di giornalisti Lettera22, ricordando che la Rai ha «più di 2mila giornalisti interni» e parlando di «scelta incomprensibile quella della Rai, se non in una logica di mera lottizzazione. Un’operazione che ricorda stagioni della Prima Repubblica in cui si usava il servizio pubblico come “ammortizzatore sociale” piazzandovi i giornalisti in uscita dai giornali di partito». Insomma, l’assegnazione di una striscia quotidiana di informazione a Damilano non sembra avere alcuna logica aziendale. In compenso, sembra averne una politica piuttosto evidente.

FdI: «Con Damilano Rai3 diventa sempre più TelePd»

Lo ha notato anche FdI. «Con l’assunzione di Damilano per una striscia quotidiana, appena fuoriuscito dall’Espresso, il Tg3 diventa Telekabul. Ormai la terza rete Rai sembra TelePd», ha commentato il deputato di FdI e membro della Vigilanza, Federico Mollicone. «Chiediamo che la striscia quotidiana sia bilanciata: a giorni alterni, Damilano e un giornalista di opposta fazione. Ne va del pluralismo informativo di cui il servizio pubblico dovrebbe essere simbolo», ha quindi detto Mollicone. Anche la capogruppo di FdI in Commissione, Daniela Santanché, ha sottolineato che «ormai Rai3 è diventata l’ufficio di collocamento dei giornalisti vicino al Pd». «Il sospetto – ha aggiunto – è che tutto questo sia fatto anche in previsione della campagna elettorale, per costruire un’informazione sempre più orientata e militante».

 

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