Olga e Roman, ecco chi sono il soldato e la moglie che ridacchiavano degli stupri delle ucraine. Il dialogo

sabato 16 Aprile 9:08 - di Giulia Melodia
moglie soldato

La “strana” coppia, con la moglie del soldato russo che dà il permesso al marito di stuprare le donne ucraine, ora ha nomi e volti. Sono due ventenni originari della provincia di Orël, lungo l’autostrada da Mosca a Kharkiv, ma dal 2018 vivono in Crimea con un bimbo di 5 anni. Lui, Roman, 27 anni, è un ex coscritto dell’esercito russo che ha partecipato all’annessione della Crimea, dove poi si è trasferito con la famigliola dalla Russia. Attualmente, il militare è uno dei feriti curati in un ospedale di Sebastopoli. Lei, Olga, è la mogliettina “permissiva” che autorizza il coniuge a fare scempio delle donne ucraine come se lo stesse invitando ad andare a mangiare una pizza con gli amici dell’allegra brigata. «Vai, amore, stupra le donne ucraine, va bene. Ma usa il preservativo, mi raccomando». Un orrore nell’orrore della guerra. Certo, la storia dell’uomo ci ha insegnato che lo stupro è un’arma usata dai soldati che invadono, occupano, e fanno scempio della popolazione civile. Ma stavolta, quell’autorizzazione della moglie del soldato a compiere il crimine, ha elevato la portata dello sconcerto all’ennesima potenza.

Olga, la moglie del soldato che ironizzava con lui sugli stupri…

Talmente tanto che, sulle prime, si credeva che la notizia fosse falsa. Una fake frutto della propaganda o semplicemente una messinscena. E invece no: per quanto inimmaginabile, la notizia è vera. La conversazione, realmente avvenuta tra i coniugi, messa nero su bianco. E oggi la Repubblica ne riporta gli stralci. Inquietanti nella loro disumana naturalezza. «Ok, amore, va bene, vai e stupra le ucraine. Poi non raccontarmi niente, d’accordo?», concorda Olga con il marito che stava combattendo nella zona di Kherson, nell’Ucraina martoriata che ogni giorno fa i conti con stragi e soprusi. «Non devo raccontartelo?», domanda lui, incerto. «No. Così io non ne so niente», ridacchia la mogliettina permissiva. «Ma davvero posso?», domanda ancora Roman, che non ha nulla da obiettare all’idea di stuprare ucraine ma a cui non sembra vero di poterlo fare con tanto di autorizzazione coniugale. E allora, «sì – conferma il suo assenso agli stupri Olga – ma mi raccomando, usa il preservativo!»…

La conversazione intercettata dai servizi segreti ucraini

Una conversazione choc tra due protagonisti, che fino a ieri erano anonimi. Ma che oggi rivelano il volto del mostruoso dietro la maschera di una apparente normalità fatta di una quotidianità come tante. Immortalata in foto sorridenti di momenti felici, prima della guerra. Prima che il conflitto scatenasse o desse adito a scatenare crudeltà e abominio. Prima del 12 aprile quando, il Servizio di sicurezza dell’Ucraina pubblica “la strana” conversazione in cui una donna invita il compagno a violentare le donne ucraine (la notizia è frutto di un progetto investigativo di Radio Liberty and the Schemes ed è un’intercettazione dei servizi segreti ucraini). E dalla pubblicazione del dialogo intercettato a Kherson si può presumere che il frammento faccia parte di una discussione anche più lunga. Ma ci basta fermarci qui…

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