Bucha, dettagli agghiaccianti. I contenuti dei video che non vanno diffusi perché troppo cruenti

lunedì 4 Aprile 17:13 - di Alessandra Parisi

”Bambini con le mani legate dietro la schiena e un colpo di pistola sparato in testa. Stiamo parlando di bambini”. Ma anche ”donne stuprate e uccise, fatte a pezzi”, abbandonate per le strade di Bucha. È lo scenario dell’orrore che si presenta alle porte di Kiev dopo il ritiro dei soldati russi. Istantanee da brivido della strage della domenica più tragica dall’inizio della guerra. Che il Cremlino ha tentato di derubricare a propaganda nemica.

Bucha, le immagini dell’orrore in un video

”Hanno provato a dare fuoco ai cadaveri, volevano bruciarli per nascondere le prove dei crimini commessi”, dice all‘Adnkronos  una fonte della sicurezza ucraina. ”Per strada ci sono cadaveri carbonizzati, donne nude carbonizzate”. Le immagini-video diffuse dalla sicurezza ucraina fanno rabbrividire. Si vedono anche quattro donne martoriate. Con colpi di arma di fuoco nelle parti intime e in parte carbonizzate. Immagini che le agenzie italiane hanno visionato e scelto di non pubblicare per la crudezza. Oltre alle donne ucraine menomate e uccise  si vedono una decina di corpi senza vita di uomini nel giardino di un condominio. Un’immagine che fotografa con tutta probabilità un’esecuzione. Alcuni tra le vittime hanno le mani legate dietro la schiena. ”Le immagini che stanno circolando in queste ore sui media internazionali sono solo il 10 per cento dello scenario reale a Bucha”, aggiunge la fonte di Kiev. Che fornisce altre informazioni sul campo. ”Si è appena trovata un’altra fossa comune. Non sappiamo quante persone ci siano dentro perché si sta ancora scavando. Ma riteniamo che ce ne siano tante”.

Il racconto dell’imprenditore italiano

Il video degli orrori della sicurezza ucraina conferma la testimonianza di Gianluca Miglietta, l’imprenditore torinese che, uscito dal suo bunker di fortuna, ha raccontato la città fantasma. “Le persone morte per la strada. Le macchine che saltavano in aria. E la paura dei cecchini nascosti dappertutto”. È la Bucha, vista dall’italiano che parla di una catastrofe indescrivibile. Quando, dopo sei giorni e sei notti nello scantinato del condominio dove viveva alle porte di Kiev, ha deciso di uscire per mettersi in salvo.

Rampelli: fermiamo questa carneficina

“Le immagini strazianti di persone innocenti trucidate e gettate nelle fosse comuni lasciano senza fiato e riportano l’Europa indietro di un secolo”. È il commento di Fabio Rampelli sul suo profilo Facebook. “Spero che tutti, compreso Putin, lavorino per individuare i colpevoli e punirli. Ci dev’essere subito un’iniziativa diplomatica per il cessate il fuoco. Il ritiro delle truppe russe, l’interruzione di questa carneficina a danno del popolo ucraino”

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