Mattarella: «La Russia ha scelto di stare fuori dalle regole, Italia pronta ad altre sanzioni»

mercoledì 27 Aprile 14:11 - di Sara Gentile
Mattarella

«La guerra è un mostro vorace, mai sazio. La tentazione di moltiplicare i conflitti è sullo sfondo dell’avventura bellicista intrapresa da Mosca». Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parla al Consiglio d’Europa a Strasburgo, che oggi voterà una relazione sulle azioni anti-russe da intraprendere contro Mosca per la guerra in Ucraina. È il suo primo viaggio all’estero dopo la riconferma a presidente della Repubblica.

«La devastazione – ha sottolineato – apportata alle regole della comunità internazionale potrebbe propagare i suoi effetti se non si riuscisse a fermare subito questa deriva. Dobbiamo saper scongiurare il pericolo dell’accrescersi di avventure belliche di cui, l’esperienza insegna, sarebbe poi difficile contenere i confini. Dobbiamo saper opporre a tutto questo la decisa volontà della pace. Diversamente ne saremo travolti».

Mattarella: «La Federazione Russa ha scelto di collocarsi fuori dalle regole»

«Di fronte a un’Europa sconvolta dalla guerra nessun equivoco, nessuna incertezza è possibile. La Federazione Russa, con l’atroce invasione dell’Ucraina, ha scelto di collocarsi fuori dalle regole a cui aveva liberamente aderito, contribuendo ad applicarle».

Mattarella: «Non si può arretrare dalla trincea delle difesa dei diritti umani e dei popoli»

«La deliberazione  – ha proseguito – di questa Assemblea parlamentare – del Consiglio d’Europa – di prendere atto della rottura intervenuta è coerente con i valori alla base dello Statuto dell’organizzazione, che indica la strada di una unione più stretta delle aspirazioni comuni dei popoli europei».

«La responsabilità della sanzione adottata – ha sottolineato – ricade interamente sul governo della Federazione Russa. Desidero aggiungere: non sul popolo russo, la cui cultura fa parte del patrimonio europeo e che si cerca colpevolmente di tenere all’oscuro di quanto realmente avviene in Ucraina. Non si può arretrare dalla trincea della difesa dei diritti umani e dei popoli. Si tratta di principi che hanno saputo incarnarsi nella storia della seconda metà del ‘900 e, a maggior ragione, devono sapersi consolidare oggi».

«La solidarietà al popolo ucraino e l’appello al governo della Russia»

E poi ancora: «La ferma e attiva solidarietà nei confronti del popolo ucraino e l’appello al governo della Federazione Russa perché sappia fermarsi, ritirare le proprie truppe, contribuire alla ricostruzione di una terra che ha devastato, è conseguenza di queste semplici considerazioni». «Alla comunità internazionale – ha esortato Mattarella – tocca un compito: ottenere il cessate il fuoco e ripartire con la costruzione di un quadro internazionale rispettoso e condiviso che conduca alla pace».

Mattarella: «Costruire una pace duratura è stato un processo lento»

E poi si è soffermato ancora sulla pace. «Non fu facile imboccare – ha detto ancora il Mattarella – la strada della riconciliazione. Così come non è stato facile giungere alla condivisione di una comune eredità; avere il coraggio di passare, nel rapporto tra gli Stati, dal diritto della forza alla forza del diritto. Costruire una pace duratura è stato un processo lento e graduale che ha saputo evitare il rischio di una terza guerra mondiale, sfiorato con la guerra di Corea e il blocco di Berlino, e ha saputo passare, in quegli anni lontani, attraverso la regolazione della condizione dell’Austria sotto clausola di neutralità e il superamento della crisi di Cuba».

La citazione di Schuman

«Quanto la guerra ha la pretesa di essere lampo – e non le riesce – tanto la pace è frutto del paziente e inarrestabile fluire dello spirito e della pratica di collaborazione tra i popoli, della capacità di passare dallo scontro e dalla corsa agli armamenti, al dialogo, al controllo e alla riduzione bilanciata delle armi di aggressione. È una costruzione laboriosa, fatta di comportamenti e di scelte coerenti e continuative, non di un atto isolato. Il frutto di una ostinata fiducia verso l’umanità e di senso di responsabilità nei suoi confronti».

Mattarella citando Robert Schuman poi aggiunge: «La pace non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano. Se perseguiamo obiettivi comuni, per “vincere” non è più necessario che qualcun altro debba perdere. Vinciamo tutti insieme».

Sul ruolo dell’Italia

L’Italia ha svolto un ruolo “da protagonista” sul versante delle sanzioni verso la Russia, “le applica con rigore” ed è “pronta” a deciderne altre “senza alcuna esitazione”. Ha poi detto  rispondendo ad una domanda dopo il suo intervento presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa a Strasburgo.

Consiglio d’Europa “casa comune europea”

Nel corso dell’intervento ha parlato anche del Consiglio d’Europa che «ha sempre avuto la vocazione a essere la “casa comune europea” e ha saputo svilupparla nei decenni che hanno fatto seguito alla sua istituzione, come testimonia anche la sua attuale ampia rappresentatività. Una casa che, se è stata specchio fedele delle divisioni e delle difficoltà manifestatesi fra le diverse comunità nazionali, ha saputo essere anche, e soprattutto, espressione del coraggio di unità dell’Europa, spesso prefigurando quanto si è potuto successivamente costruire, sotto altri profili e in altri ambiti, come la Unione Europea»

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