Mafia, l’autista di Falcone: «Spatuzza libero? Spesso chi si pente lo fa per tornaconto personale»

giovedì 21 Aprile 13:57 - di Redazione
L'autista di Falcone

«La mia opinione è insignificante, perché non sono certo io a dover giudicare. È chiaro che non mi fa piacere, ma se la legge lo prevede dobbiamo accettarlo». Così Giuseppe Costanza, l’autista del giudice Giovanni Falcone sopravvissuto alla strage di Capaci del 23 maggio del 1992, commenta con l’Adnkronos la richiesta del pentito Gaspare Spatuzza di poter tornare in libertà dopo 25 anni di carcere. «Lei crede che se ai pentiti non si concedesse nulla avremmo i collaboratori di giustizia?», chiede con amarezza l’uomo scampato al tritolo di Cosa nostra ma non al peso dei ricordi. Per anni dimenticato, Costanza non ama stare sotto i riflettori, ma la sua idea sui collaboratori di giustizia la dice senza giri di parole.

L’autista di Falcone unico sopravvissuto alla strage di Capaci

«Lo Stato senza i pentiti – concede l’autista di Falcone –  non sarebbe arrivato al punto in cui si trova. Che ci sia del pentimento reale ho i miei dubbi, sono convinto, al contrario, che ci siano delle convenienze dietro molte di queste scelte. Si può parlare di pentimento quando non c’è un tornaconto personale, ma a perdonarli deve essere Dio non certo io». A 30 anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio per Costanza è arrivato il tempo di compiere un passo successivo nella ricerca della verità.

Il pentito è in carcere da 25 anni

«Se si vuole arrivare oltre questa manovalanza – dice – che ci siano dei pentimenti di chi può fornire i nomi altisonanti perché dietro quel sangue non ci sono solo i mafiosi. Ci sono altri responsabili da individuare. Se vogliono dare un contributo, allora, che facciano i nomi di chi è coinvolto». Il tono dell’autista di Falcone si fa amaro. «Sono trascorsi 30 anni. Tra un pentimento e l’altro ci siamo fermati alla manovalanza, è arrivato il momento di arrivare a un livello superiore, di trovare il bandolo della matassa – conclude -. Mi auguro che al più presto vengano fuori le verità che ancora sconosciamo. Il mio auspicio? Che non debbano trascorrere altri 30 anni… quando i veri responsabili delle stragi non ci saranno più».

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