L’ira di Don Luigi Ciotti: “Per gli ucraini porte aperte e per chi ha la pelle nera no. Non è giusto” (video)

mercoledì 20 Aprile 13:22 - di Giovanni Pasero
don Ciotti

“Ora c’è guerra in casa nostra, l’Europa. È giusta tutta la mobilitazione in atto, ma delle altre 33 guerre chi se ne è occupato prima? Con milioni di persone costrette a lasciare la propria terra e cercare una terra promessa?”. Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di Libera, intervenuto al convegno “L’associazionismo e le forze armate, due volti dell’antimafia” organizzato nell’ambito delle celebrazioni per i 30 anni della Dia a Napoli.

Don Ciotti: per gli ucraini si trovano le deroghe, non è giusto

“Ben venga – ha aggiunto don Ciotti – l’accoglienza a fratelli e sorelle di un Paese a noi vicino, in questo caso le deroghe si sono subito trovate. Quelli con la pelle nera fanno ancora la fila per avere una serie di consensi nel nostro Paese. Non è giusto perché l’accoglienza è la vita che accoglie la vita, non possiamo selezionare a seconda dei momenti e delle situazioni. Mentre accoglievamo, sono morti altri a centinaia nel Mediterraneo, ma non fanno più notizia”.

I profughi sono tutti uguali? Quelli ucraini sono diversi: ecco perché

Quello che don Luigi Ciotti dimentica di dire è la differenza sostanziale e dirimente tra chi fugge dalla guerra davvero e chi è un migrante economico che si dichiara “rifugiato” solo per avere la certezza di restare in Italia senza venire espulso. Ma la differenza più rilevante sta nei numeri diffusi dal Viminale.

Secondo gli ultimi dati forniti dal ministero dell’Interno, il 18 aprile scorso, sono 95.952 le persone arrivate dall’Ucraina finora in Italia, tra questi: 49.588 donne, 11.343 uomini e ben 35.021 minori. In quest’ultimo caso, va ricordato che sono minori davvero e cioè bambini e infanti. Il paragone è inevitabile con quanti arrivano in Italia senza documenti dichiarandosi minorenni, ma sono a tutti gli effetti maschi adulti. Altro dato: le destinazioni principali dei profughi ucraini sono Milano, Roma, Napoli e Bologna. Moltissimi hanno già parenti e amici che li possono ospitare. Anche in questo caso chi la pensa come don Ciotti è invitato a trovare le differenze.

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