Le Pen accarezza la sinistra di Mélenchon: «Con me la Francia fuori dal comando integrato Nato»

mercoledì 13 Aprile 18:56 - di Redazione
Le Pen

Il ballottaggio delle presidenziali francesi si sposta sulla guerra in Ucraina. Fari puntati soprattutto su Marine Le Pen, sbrigativamente accusata di putinismo per non aver mai nascosto i suoi rapporti con il presidente russo. “Ci si può fidare di lei?”, insinuano i media mainstream intenti a tirare la volata ad Emmanuel Macron. Interrogativo che però in Francia risulta alquanto depotenziato rispetto all’Italia. E questo perché Parigi ha sempre mantenuto una propria spiccata autonomia nazionale, persino rispetto alla Nato. E questo consente alla leader del Rassemblement National di sciorinare senza ambiguità alcuni obiettivi che in Italia scatenerebbero polemiche infinite.

Marine Le Pen: «Ma fedeli all’Alleanza Atlantica»

A partire da quello far uscire la Francia dal comando integrato della Nato, «come è stato – ha sottolineato lei in conferenza stampa – dal 1996 al 2009». Per poi aggiungere, a scanso di equivoci, che «questa politica non implica alcuna sottomissione a Mosca e non è mai messa in dubbio la fedeltà della Francia alla Nato». In futuro Marine Le Pen vedrebbe bene «un riavvicinamento strategico tra Nato e Russia» una volta «conclusa la guerra russo-ucraina» e siglato «un trattato di pace». «È interesse della Francia e dell’Europa – ha dichiarato -, ma credo anche degli Stati Uniti, che non hanno alcun interesse a veder emergere un’unione stretta tra Cina e Russia». Gli elettori di Mélenchon avranno certamente gradito.

«La crisi del clima non è priorità»

La conferenza stampa della leader di Rn ha toccato anche altri temi di politica internazionale. Come quello di aumentare il numero di Stati con seggio permanente al Consiglio di sicurezza Onu. Per «restituire legittimità» all’istituzione, ha spiegato. Quali? Davanti ai giornalisti ha citato l’India ma anche «un Paese rappresentante dell’Africa e uno del Sud America». La stessa Le Pen non si nasconde che si tratta di un’idea difficilmente attuabile. Tuttavia, servirebbe a «riequilibrare le relazioni internazionali», non tanto e non solo nella modalità  G7 o G20 ma, ha puntualizzato, «a dare più forza alle relazioni bilaterali con ciascuno dei circa duecento Paesi con cui abbiamo rapporti diplomatici». Infine, il clima. Per Le Pen «non sarà una priorità». Ma, ha assicurato, la Francia «non uscirà dagli Accordi di Parigi del 2015».

 

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