Il delirio imperialista di Putin ha un volto: quello del ‘Signor No’ Lavrov, il ministro che gioca col nucleare

mercoledì 27 Aprile 10:53 - di Lorenzo Peluso

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

La fine ingloriosa dello zar Putin e dei suoi fedelissimi mastini L’insopportabile minaccia della Russia ci pone dinanzi ad una scelta che non vorremmo mai fare. Risulta evidente che non può più bastare la condanna, le sanzioni, le prese di posizione assunte dal mondo occidentale, dall’Europa, nello specifico, verso i crimini contro l’umanità commessi dall’aggressore russo nei confronti di un popolo ed uno stato sovrano: l’Ucraina. Dopo oltre due mesi di guerra, con l’evidenza della sconfitta sul campo da parte dei russi, ma con migliaia di morti sul campo, soprattutto civili, ora Mosca alza il tiro e minaccia seriamente il mondo occidentale.

Lo ha fatto per l’ennesima volta il servo “sciocco” di Putin, il ministro degli esteri russo Lavrov. “I rischi di una guerra nucleare sono molto significativi”, ha detto Lavrov, alla televisione di stato russa “e questo pericolo non deve essere sottovalutato, anche se ci sono molti pronti a gonfiare artificialmente questa minaccia”. Mosca quindi torna a sbandierare la minaccia di una guerra mondiale che parta dall’incendio ucraino e in particolare lo spettro del conflitto atomico. “Questa è la nostra posizione di principio, ci muoviamo da essa. E non mi piacerebbe molto ora -quando i rischi sono davvero molto, molto significativi – non mi piacerebbe molto che questi rischi fossero artificialmente gonfiati, e sono in tanti a volerlo. Il pericolo è grave, è reale, non può essere sottovalutato”. Una nuova accusa è stata poi rivolta alla Nato che, “consegnando le armi all’Ucraina è entrata de-facto in una guerra per procura con la Russia”. Il conflitto ucraino si concluderà con un accordo, ma il suo contenuto dipenderà dalla situazione militare.

Questo è lo scenario disegnato dal ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov che ha spiegato, ad esempio, come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna facciano pressioni sull’Ucraina affinché Kiev rimandi i colloqui di pace: “Né gli Stati Uniti né il Regno Unito consigliano a Volodymyr Zelensky di accelerare i negoziati”. Intanto oggi i rappresentanti di circa 40 paesi si riuniranno in Germania su invito degli Stati Uniti per rafforzare la difesa dell’Ucraina, che, secondo il segretario alla difesa americano Lloyd Austin, “può vincere” contro la Russia se le verranno dati i mezzi. L’incontro alla base aerea statunitense di Ramstein, nella Germania occidentale, è programmato per “generare capacità aggiuntive per le forze ucraine“, ha detto Austin, di ritorno da una visita a Kiev. “Possono vincere se hanno il giusto equipaggiamento, il giusto supporto”, ha detto dopo il viaggio, durante il quale ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, insieme al segretario di Stato Antony Blinken.

Gli Stati Uniti, che forniscono la maggior parte degli aiuti militari internazionali all’Ucraina, vogliono “dare loro il tipo di supporto, il tipo di artiglieria e munizioni che saranno efficaci in questa fase della lotta”, ha detto il capo del Pentagono in una conferenza stampa in Polonia, non lontano dal confine ucraino. Kiev ha richiesto artiglieria pesante e blindati nel tentativo di respingere le forze russe nelle vaste pianure meridionali e orientali del paese, ma l’attrezzatura di fabbricazione russa che le forze ucraine sono state addestrate a usare sta diventando scarsa. La follia imperialista di Putin trova concretezza nell’arroganza di Mr. Niet, il Signor No, questo è soprannome di Lavrov nelle cancellerie di mezzo mondo. La faccia diplomatica di Mosca, un ruolo che svolge da 18 anni da mastino fedelissimo di Vladimir Putin. In realtà Lavrov conosce bene i meccanismi della politica internazionale essendo stato, tra l’altro, tra il 1995 e il 2003 eletto per ben 7 volte presidente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ed è proprio questa sua esperienza e conoscenza delle dinamiche delle nazioni Unite che lo spinge, in questa fase, a tentare il tutto per tutto minacciando lo spettro più temuto dalle società occidentali: il nucleare. Tuttavia risulta chiaro che il limes è stato superato da troppo tempo dai russi. Nonostante la preoccupazione, giustificata, sulle conseguenze irreversibili di un eventuale salto nel buio da parte di Mosca con l’uso di armi nucleari, l’occidente non può e non deve cedere ad alcun ricatto. L’assetto mondiale è stato già stravolto; l’orrore della guerra è già parte integrante della nuova coscienza globale che troppo velocemente ha somatizzato il dolore e la morte nelle città ucraine come elemento di assurda normalità. Non esiste altra strada per nessuno, a partire dal popolo russo, se non la fine ingloriosa dello zar Putin e dei suoi fedelissimi mastini. Il come, rimane l’unica vera incognita. Anche il fattore tempo oramai è quasi del tutto scontato: presto.

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