Francia domani al voto, Le Pen sfida Macron a testa alta: così ha convinto gli elettori moderati

sabato 9 Aprile 12:07 - di Bianca Conte
Le Pen

«Vi scongiuro di andare a votare». Marine Le Pen esorta gli elettori a sconfiggere il fantasma dell’astensionismo che anche in Francia ha pesato molto sulle ultime chiamate alle urne. Così, nel suo ultimo comizio elettorale in vista del primo turno delle elezioni presidenziali di domani (domenica 10 aprile ndr), la terzogenita del fondatore del Fronte Nazionale, Jean Marie Le Pen, oggi alla testa del Rassemblement National, incalza la popolazione d’oltralpe: «Con solennità. E con benevola insistenza, vi prego di andare a votare», ha dichiarato. Aggiungendo che «nessun risultato è certo finché non voti». Già, il verdetto popolare sarà pure incerto fino all’ultimo, ma i sondaggi in queste ultime ore parlano chiaro: quattro punti percentuali. È questa la distanza che separa nei sondaggi i due candidati all’Eliseo dati per favoritiEmmanuel Macron e Marine Le Pen – in vista del primo turno delle presidenziali di domenica…

Elezioni in Francia, sondaggio: in chiusura di campagna Macron avanti di soli 4 punti sulla Le Pen

I due competitor, dunque, destinati secondo i pronostici ad affrontarsi al ballottaggio del 24 aprile, in una riedizione del voto del 2017 vedono sfidarsi in un avvincente testa a testa. L’ultima inchiesta, realizzata da OpinionWay-Kéa Partners per Les Echos e Radio Classique, assegna a Macron il 26% delle intenzioni di voto. E il 22 all’avversaria. Segue al terzo posto il candidato della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon, candidato de La France Insoumise. Ma se i due favoriti mantengono il vantaggio sugli altri, e tra i due Macron sembra destinato ad avere la meglio malgrado il recente calo di preferenze in suo favore, più di un fattore invita alla prudenza nel fare previsioni. Il primo è il dato appunto dell’astensione. Che, secondo i pronostici, rischia di evocare vecchi fantasmi

Le Pen incalza Macron. Gli elettori la preferiscono a Zemmour

L’altro dato che potrebbe rivelarsi dirimente, poi, riguarda la percentuale di elettori che opterà per il “voto utile”, riversando le sue preferenze – a destra – su Marine Le Pen, a danno del polemista di estrema destra Eric Zemmour. A sinistra, su Jean-Luc Mélenchon, che potrebbe rappresentare l’elemento sorpresa del voto. Il primo aprile, il 25% degli elettori aveva indicato di voler optare per Marine Le Pen. Oggi, quella percentuale è salita al 31%. Con Macron che, al tempo stesso, perde terreno: il vantaggio di 13 punti percentuali sulla sua avversaria, registrato a metà marzo, a poche settimane dall’inizio della guerra in Ucraina. E che lo ha visto molto attivo sul piano diplomatico, è sceso al 4% dopo un lungo periodo di una campagna in cui il presidente uscente è risultato non pervenuto. Praticamente assente.

Ecco cosa ha convinto gli elettori moderati

Dunque, Marine Le Pen ha saputo davvero avvalersi di un restyling che ha dato al suo partito nuova linfa vitale e forza propulsiva. La leader di RN si è ritagliata uno spazio a destra, divenuto una vera e propria roccaforte. Un presidio ideologico quanto pragmatico, che ha difeso da avversari e competitor interni. Come nel caso dell’outsider populista candidato della Reconquête, Eric Zemmour: l’uomo che punta a una nazione libera da buonismi e compromessi. Dai ricatti dell’immigrazione e dal vincolo della globalizzazione. Cos’, tra l’impronta trasversale e la tecnocrazia di Macron e l’utopismo zemmouriano, la Le Pen ha scavato un solco. Si è ritagliata uno spazio in evidenza. Ha puntato sulla normalità. Su un’immagine pubblica più personalizzata. Ha vinto pudori e ritrosie. Ripreso a parlare del padre, dei tre figli avuti in un anno (una bambina e due gemelli) e cresciuti da sola. Insomma, si è messa a nudo con schiettezza e leggerezza.

Adesso può davvero crederci…

Anche il suo programma si è mitigato e arrotondato. Con Marine Le Pen, come scrive oggi il Messaggero, «passata dalla protesta alla proposta. Dallo choc al soft. Svuotando gli argomenti contro l’estrema destra, come ha scritto Raphaël Lorca, per federare gli umiliati sociali e rafforzare il potere d’acquisto con l’iva al 5 per cento». E oggi, premiata dai sondaggi e chissà, anche dalla fiducia degli elettori, può convincersi che la demonizzazione del suo personaggio è acqua passata. E crederci davvero.

 

 

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